[19/02/2007] Urbanistica

Campiglia, domande e giudizi sulle cave

CAMPIGLIA. Le posizioni espresse dai professori Francovich e Tanelli sulla stampa confermano le preoccupazioni che Legambiente ha espresso da tempo sulle cave di Campiglia.

1. La liberalizzazione della vendita del calcare e degli inerti, decisa dal Comune nel 1997 quando il parco di San Silvestro era già aperto, è stato un grave errore perché ha creato maggiori interessi per lo sfruttamento intensivo della cava. La strada di cava ampliata, i mezzi di trasporto potenziati, le polveri emesse da impianti obsoleti, i rumori, le mine esplose in aree di cava troppo vicine al parco, l´incidente del camion, sono tutti indicatori di un conflitto ingigantito dalla decisione di liberalizzare la vendita dei materiali di cava ben oltre le esigenze dell´industria siderurgica piombinese per le quali la cava era sorta. Il Sindaco attribuisce la responsabilità di questa scelta alla Regione che l’avrebbe imposta con la legge n.78/98. Noi l´abbiamo riletta e non vediamo come si possa fare questa affermazione. Sarebbe il caso che il Sindaco chiarisse ai cittadini, davvero, perché il Comune ha ritenuto di liberalizzare la vendita di tutti i materiali di cava e l’aumento spropositato delle quantità estratte, ben oltre le esigenze della siderurgia, con ampliamento del fronte di cava.

2. Non abbiamo mai compreso perché il Comune abbia concesso proroghe alla cava di Monte Calvi: prima al 2014, poi al 2016 e infine al 2018. Addirittura l´ultima proroga, nel 2002, è stata concessa dopo che tra la Società Cave di Campiglia ed il Comune era stata sottoscritta un´intesa, approvata dal Consiglio Comunale, che fissava il termine ultimo per la cessazione al 2016. Non si comprende il perché di queste scelte, ma in ogni caso, visti i conflitti, al Comune doveva interessare più la cessazione dell´attività (come previsto nei programmi elettorali) che le quantità di calcare estratto dalla Società Cave.

3. Come affermano Francovich e Tanelli, gli effetti dei piani di coltivazione delle cave di monte Calvi e di monte Valerio sono devastanti. Sono decenni che si scava e sono minimi, o nulli su monte Valerio, i ripristini ambientali che la legge impone (questo sì con chiarezza) contestualmente alla coltivazione delle cave. Crediamo di capire, come afferma il “collegio di controllo” che le fasi in alto di coltivazione delle cave sono in ritardo e che quindi è in ritardo anche il ripristino ambientale. Intanto però si sta scavando più in basso e si sta allargando il fronte di cava. In particolare, com´è ben visibile da chiunque, nel corso del 2006 la cava di monte Calvi si è ampliata verso est, avvicinandosi al parco. Questa vicinanza ha provocato l´incidente della mina. Ci chiediamo come e perché sia stato consentito di lavorare in quel settore della cava, quando non sono stati ancora effettuati i ripristini degli altri settori. Si legge dai verbali del “collegio di controllo” che in quel settore si stava predisponendo il piazzale per consentire la realizzazione dei nuovi impianti di frantumazione (quelli previsti nel progetto industriale per il potenziamento della cava) prima ancora che il Consiglio Comunale avesse approvato la variante urbanistica; variante che poi è stata addirittura sospesa nel novembre del 2006. Perché si concede questo anticipo di coltivazione prima di decidere sulla variante?

4. Perché si è concesso di scavare e quindi di far brillare delle mine al confine con il parco che è anche sito di interesse comunitario Sic e di interesse regionale Sir? Il sindaco afferma che i controlli vengono effettuati con rigore, ma allora dobbiamo concludere che i piani che ha approvato il Comune non rispettano i principi fondamentali delle leggi vigenti. Forse è il caso che il Comune ponga più attenzione ai piani che approva e ai controlli che effettua.

5. Va dato atto in positivo che nel Novembre ’06 il Comune ha stoppato il progetto di variante urbanistica chiesto dalla soc. Cave di Campiglia e forse il vento sta cambiando, ma intanto siamo di fronte ad uno scempio ambientale d’enorme proporzione e il parco subisce dure conseguenze di contraddizioni, negligenze e scelte sbagliate, che ancora si fanno.

6. Infine, com’è noto, Legambiente non ha mai sostenuto l’opportunità dell’ingresso di Asa nella cordata d’imprese locali che hanno rilevato, la cava della Lucchini. Abbiamo sempre ritenuto anomala quella presenza. Ma visto che il Comune di Campiglia sostenne con forza quella decisione, sarebbe opportuno che il Sindaco chiarisse quali erano gli interessi pubblici che avrebbe dovuto garantire Asa e le ragioni per le quali ne è uscita. E dovrebbe spiegare come e da chi quegli interessi sono oggi garantiti.

*Presidente di Legambiente Circolo Val di Cornia

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