[12/02/2007] Parchi

Federparchi: «Basta ritardi nella nomina dei presidenti delle aree protette»

AREZZO. Due parchi nazionali hanno un nuovo presidente, 3 sono stati affidati ad un nuovo commissario, 5 hanno lo stesso commissario di prima. E´ abbastanza modesto il primo scorcio di bilancio del ministero dell´ambiente sulla gestione dei parchi per i quali si annunciavano soluzioni rapide e condivise.

Per questo il presidente della Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali, Matteo Fusilli (Nella foto), torna ad esprimere tutta la propria preoccupazione con una lettera inviata a Pecoraro Scanio e ai presidenti delle regioni interessate: «se é vero che due Parchi, Arcipelago Toscano e Appennino Tosco-Emiliano – scrive Fusilli - hanno finalmente un presidente, è anche vero che nuovi commissari, nel Cilento, al Vesuvio, alla Maddalena, si sono aggiunti a quelli che da troppi mesi, in Abruzzo, nei Monti Sibillini, alle Foreste Casentinesi, al Circeo e all´Aspromonte, attendono una soluzione definitiva e condivisa».

Secondo Federparchi «si tratta di una condizione che mette fortemente a rischio la capacità di questi enti, alcuni dei quali istituiti recentemente e quindi con apparati e strutture non ancora consolidati, di programmare concretamente la propria attività secondo un orizzonte pluriennale, di costruire rapporti costanti e produttivi con le istituzioni e le comunità locali, di sollecitare il giusto livello di partecipazione secondo quanto la legge e i bisogni indicherebbero. E´ una parte rilevante dell´intero "progetto parchi" che viene messo in discussione, un progetto dal grande valore nazionale, un elemento qualificante di una nuova Italia, attenta all´ambiente, alle proprie risorse naturali storiche e culturali che viene inficiato e svilito».

Fusilli «rinnova il proprio appello a ministero e regioni perché si impegnino a ricercare responsabilmente e urgentemente tutte le soluzioni possibili, applicando con determinazione il criterio della collaborazione istituzionale e inquadrando la questione delle presidenze in accordi di alto profilo, riguardanti gli obiettivi di gestione dei parchi, i progetti strategici di cui renderli protagonisti, la connessione con le politiche complessive di gestione del territorio e di costruzione delle reti ecologiche regionali e di quella nazionale».

Per Federparchi è urgente «porre rimedio ad una situazione grave che non può ulteriormente essere sopportata» anche con modifiche alle norme che regolano le nomine dei presidenti dei Parchi nazionali e anche prima dell´annunciata terza conferenza nazionale delle aree protette.

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