[12/02/2007] Comunicati

Ambientalisti e chimica: amici per la pelle

LIVORNO. Che sia davvero finita l’era in cui gli ambientalisti erano accusati di voler vedere chiuse tutte le fabbriche, quelle chimiche in particolare, perché altamente inquinanti?
E possiamo dire davvero che è partita l’era del dialogo tra le due parti storicamente avverse, la chimica e l’ambiente?
Del resto la chimica verde, non quella che si tinge di verde, ma quella che si declina attraverso filiere rinnovabili e che ripercorre attraverso i meccanismi delle sintesi chimiche e dei processi tecnologici i cicli naturali, è già da tempo un´alleata dell’ambientalismo. Legambiente ha fondato non a caso assieme a docenti universitari e aziende una associazione che si chiama Chimica Verde.

E il Wwf si è spinto ancora più in là, oltre la barricata e ha siglato pochi giorni fa un accordo con Società chimica italiana, con l’obiettivo di diffondere una «corretta conoscenza scientifica sulla chimica e le sue dimensioni ambientali».
Perché il presupposto di ampliare le conoscenze sulla chimica è basilare anche per «affrontare ed auspicabilmente risolvere problematiche ambientali e della salute umana».

Del resto che l’intera natura, dal funzionamento del più microscopico batterio alla più complessa macchina umana, sia basato su processi chimici (compreso l’apprendimento) è ormai assodato. E che la chimica abbia portato anche notevoli passi avanti per migliorare qualitativamente la vita sul pianeta è altrettanto noto.

Ma come sempre accade nelle società del profitto, la chimica è stata sviluppata dimenticando spesso gli impatti negativi per la salute e l’ambiente, che i processi e i prodotti da essa originati spesso arrecavano. E clamorosi incidenti come quelli di Seveso e della Farmoplant, non hanno certo contribuito a creare attorno alla chimica un´immagine friendly. Da qui il binomio ambientalisti-chimica uguale nemici. Al quale ha contribuito molto anche un non certo facile rapporto con il sindacato preoccupato per la minaccia ai posti di lavoro, che si è dimostrato nel tempo molto più dipendente dalle strategie aziendali che non dalle accuse del fronte ambientalista.

Ma a partire da questo si è voluto utilizzare il non facile rapporto tra i due “mondi” anche per coniare un´altra immagine distorta dell’ambientalismo, ovvero “oscurantista” e nemico dell’innovazione. E come dice oggi Pietro Greco «a considerare quello ambientale un movimento intrinsecamente antiscientifico e, in particolare, nemico della scienza chimica».

Quindi il fatto che oggi venga siglato un accordo tra una grande associazione ambientalista e una società di chimici può essere considerato una risposta concreta a chi da tempo accusa l’ambientalismo di essere oscurantista e nemico della scienza. E presuppone ad un futuro in cui il dialogo potrà anzi portare ad un contributo senza dubbio positivo.

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