[09/02/2007] Aria

Il carbone non è pulito, domani manifestazioni in tutta Italia

PIOMBINO (Livorno). Domani sabato 10 febbraio, si svolgeranno in giro per l’Italia, diverse manifestazioni organizzate da Legambiente per protestare contro la previsione di riconversione a carbone delle centrali termoelettriche, attualmente a olio combustibile. La scelta di inserire anche il carbone nel mix delle fonti per la produzione di energia è voluta dal governo, nell’ottica di differenziare le fonti stesse e porre un tetto all’utilizzo del metano.

Ma il carbone è uno dei combustibili fossili più inquinanti (produce il doppio di emissioni di CO2 rispetto a una centrale a metano) ed è fra i principali responsabili della continua crescita delle concentrazioni in atmosfera di anidride carbonica, da cui dipendono l’inasprimento del cosiddetto “effetto serra” e i connessi mutamenti climatici.

Nel volantino che verrà distribuito da Legambiente si mettono in evidenza quelle che vengono chiamate le “grandi bugie” su cui si regge quello che l’associazione chiama il “grande inganno” del carbone.

Tra le prime bugie il fatto che i nuovi impianti a carbone sarebbero puliti e rispetterebbero l’ambiente: viene smentita dal fatto che se grazie a nuove e costose tecnologie, vi sarebbero meno ossidi di zolfo, di azoto e pm10 rispetto alle attuali centrali a olio combustibile, continuerebbero comunque a produrre quantità di anidride carbonica di gran lunga superiori a qualsiasi altro alimentato con combustibili fossili.

L’altra “bugia” è che nonostante il carbone l’Italia rispetterà il Protocollo di Kyoto; ma anche questa asserzione viene sfatata da Legambiente. Si legge infatti nel volantino che il rapporto fra CO2 emessa ed energia prodotta è inevitabilmente fisso ed immodificabile e poiché il carbone è il combustibile fossile a maggior contenuto di carbonio, bruciando, a parità di energia prodotta, dà luogo al maggior quantitativo di CO2 rispetto a tutti gli altri combustibili fossili. Quindi pare una vera incongruenza puntare su un combustibile che produce più CO2 di altri, per rispettare gli impegni di Kyoto.

Sul fatto poi che il ricorso al carbone porterà un risparmio per le famiglie italiane, Legambiente sostiene che gli unici che risparmieranno davvero saranno i gestori. Loro infatti potranno utilizzare un combustibile che oggi è meno costoso del petrolio e se anche dovranno affrontare costi ingenti per dotare gli impianti delle tecnologie necessarie ad abbattere gli inquinanti, il vantaggio economico sarò garantito. Tra l’altro se l’Italia non rispetterà il protocollo di Kyoto- come sembra evidente, dal momento che anziché ridurre le emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 90 le ha anzi viste aumentare del 12-13%- ogni eventuale risparmio per la collettività sarà annullato per le multe che dovrà pagare e i crediti di emissione della CO2 che dovrà acquistare da altri paesi perché ancora lontana dagli obiettivi previsti nel trattato.

Ma non sono tutti No quelli che esprime Legambiente con questa manifestazione articolata su tutto il territorio, si leggono nel volantino anche molti PER.

In particolare l’associazione richiama a un sistema energetico distribuito, fondato sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili, e oltre alla riduzione progressiva dell’uso del carbone per la produzione di energia elettrica, fino al suo completo abbandono, anche la riconversione a gas naturale delle centrali termoelettriche che oggi utilizzano olio combustibile o carbone .

La manifestazione si svolgerà domani anche a Piombino, per la centrale di Tor del Sale. «L’appuntamento sarà alle 16 in piazza Cappelletti, in centro città e da lì si articolerà una manifestazione per informare i cittadini su quale potrebbe essere il futuro per il nostro territorio - spiega Adriano Bruschi del circolo di Legambiente - Faremo partire anche una petizione da mandare ai sindaci dei 20 comuni che nel 1987 hanno votato un referendum popolare contro il carbone: i comuni della val di Cornia, delle Colline metallifere e dell’isola d’Elba vent’anni fa si erano espressi infatti in maniera molto netta contro la possibilità di utilizzo del carbone sul territorio».

«La petizione – conclude Bruschi- è per chiedere agli amministratori un pronunciamento inequivocabile all’uso del carbone sia per Torre del sale sia per una eventuale nuova centrale all’interno dell’area industriale».

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