[08/02/2007] Comunicati

Cambiamenti climatici, a rischio tre grandi vini della Toscana

FIRENZE. Qualcuno - anche nel mondo scientifico - già prevede che con l’aumento delle temperature in un futuro non lontano coltivazioni oggi tipiche del bacino del Mediterraneo lo diverranno dei paesi scandinavi e per lo stesso concetto in Italia e dintorni arriveranno (se va bene) quelle tipiche africane. Non stupisce più di tanto, quindi, l’ultima notizia proveniente dalla Toscana e contenuta nello studio dal titolo: «Effetto della variabilità meteoclimatica sulla qualità dei vini».

Nel giro di neppure un secolo – secondo questo studio - rischiano di estinguersi per il cambiamento climatici il Brunello di Montalcino, il Chianti Classico e il Nobile di Montepulciano. Le cause potrebbero essere proprio legate ai cambiamenti delle condizioni climatiche che oggi caratterizzano quelle zone di produzione. Lo studio è stato realizzato nel 2006 dall´ università di Firenze e diffuso dall´ agenzia Winenews.

Lo hanno condotto Simone Orlandini, Giampiero Maracchi, Marco Mancini del Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del Territorio Agroforestale; Gaetano Zipoli e Daniele Grifoni dell´Istituto di Biometeorologia del Cnr di Firenze.

E pensare che l’aumento delle temperature degli ultimi anni sono quelle che hanno contribuito al miglioramento della qualità del vino toscano. A partire, dagli anni Ottanta il livello qualitativo dei vini delle tre grandi denominazioni toscane - sempre secondo lo studio - ha fatto, infatti, registrare apprezzabili incrementi anche grazie alle particolari condizioni climatiche, soprattutto in termini di più elevata disponibilità termica. Ma in futuro l’aumento del caldo eccessivo, insieme alla riduzione delle precipitazioni, porterebbe a gravi ripercussioni sulla disponibilità idrica, che metterebbe a rischio la compatibilità dei tre territori toscani con una soddisfacente attività vitivinicola.

La tendenza verso un aumento delle temperature nell´ultimo secolo ha interessato infatti anche il nostro Paese, con un aumento termico dell´ordine di 1,2 gradi centigradi. Fra le molte conseguenze del "global warming", dunque, anche il cambiamento della geografia enologica mondiale, con un progressivo innalzamento della latitudine ideale per la pratica della viticoltura, che interesserà, inevitabilmente, anche i terroir dell´eccellenza enologica toscana.

Proprio nel campo per così dire dell’enologia greenreport ha già dato notizia dell’iniziativa di Nicolò Incisa della Rocchetta sulle energie rinnovabili che ha annunciato di voler realizzare parchi fotovoltaici e colture destinate ai biocarburanti nei 2500 ettari della tenuta di San Guido a Bolgheri. Un’iniziativa legata certamente alla ricerca di un nuovo business ma funzionale alla lotta contro le emissioni di C02. Un’iniziativa che, visto questo ulteriore allarme dell’Università di Firenze, potrebbe presto fare proseliti.

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