[07/02/2007] Parchi

Lotta all´erosione, dal 2003 realizzati il 15-20% degli interventi previsti

Cinque seminari precederanno la seconda Conferenza del mare programmata per giugno e illustrata dal presidente della Regione Claudio Martini che ha anche invitato i tre maggiori scali toscani, Piombino, Livorno e Marina di Carrara, «a evitare un’inutile concorrenza, che non aiuta lo sviluppo del sistema dell’economia del mare che dobbiamo costruire, ma si diano una strategia di collaborazione»

Autostrade del mare, fondali che rischiano di venir devastati da alcune pratiche di pesca e lotta all’erosione costiera, con 190 chilometri di litorale toscano minacciato dalle onde, sono le questioni ambientali più complesse ed importanti sul tappeto. «Per contrastre l’erosione delle coste e l’intrusione del cuneo salino abbiamo realizzato il 15-20% degli interventi programmati nel 2003 – spiega l’assessore Giuseppe Bertolucci, che coordina le politiche del mare - Tecnici e scienziati preferiscono oggi il ripascimento dei fondali al posto delle scogliere frangiflutti. Si tratta però di azioni che devono essere precedute da lunghi studi e la cui progettazione è complicata. Per questo i tempi si sono allungati».

Nel libro verde pubblicato lo scorso giugno dalla Commissione regionale, hanno spiegato Bertolucci e Martini si parla di integrazione e concertazione, di sviluppo turistico ed economico sostenibilie, di salvaguardia dell’ambiente marino e di prodotti e servizi di qualità superiore. Ma si indicano anche come priorità la formazione, la ricerca, l’innovazione, i trasporti delle merci da potenziare e rendere più sicuri, gli investimenti sui terminal di gas naturale liquido e l’eolico off-shore. Temi che in buona parte secondo la Regione si ritrovano nel nuovo Programma regionale di sviluppo, «che vuole valorizzare la fascia della costa con lo sviluppo di una piattaforma logistica, legandosi alle reti transeuropee e sostenendo il trasporto ferroviario, il sistema portuale ed aeroportuale, le autostrade del mare e le vie navigabili interne».

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