[06/02/2007] Comunicati

L’educazione alla salute e alla sostenibilità passa da scuola e tv

LIVORNO. L’educazione può fare qualcosa per l’ambiente e per la salute. Il dipartimento per l’istruzione di Londra ha infatti deciso di riformare i programmi di geografia inserendo il tema del cambiamento climatico e di inviare una copia del film di Al Gore, «Una scomoda verità » a tutte le scuole superiori e ai licei.
La riforma dei programmi scolastici servirà a far conoscere agli adolescenti inglesi quali minacce derivano dai cambiamenti del clima ma anche a renderli consapevoli di ciò che loro stessi possono fare. Saranno cioè «incoraggiati a riciclare beni di consumo e a domandarsi se avranno veramente bisogno dell’ennesimo paio di scarpe importate».

Di fronte all’aumento delle temperature dei mari e allo scioglimento delle calotte artiche – ha sottolineato il ministro dell’istruzione, Alan Johnson - «dovremmo tutti pensare a cosa si può fare per conservare il nostro pianeta. I bambini sono la chiave per cambiare le attitudini della società verso l’ambiente». I bambini, infatti, prosegue il ministro, «non solo si appassionano a salvare il pianeta ma hanno anche una grande influenza sullo stile di vita delle famiglie».

Ma visto che nell’educazione oggi ha un ruolo sempre più importante la televisione, ecco che assume un significato ancora più evidente la decisione di alcune grosse multinazionali, di reindirizzare le proprie campagne pubblicitarie, in particolare quelle televisive. E’ il caso per esempio di Masterfood, che dalla fine del 2007 sospenderà qualsiasi forma di pubblicità diretta rivolta ai bambini con meno di 12 anni. L’intervento deciso dalla multinazionale che commercializza snack particolarmente appetiti dai più piccoli (uno su tutti, il Mars), è diretto a combattere la piaga dell’obesità, il cui costo sociale, anche economicamente parlando, è altissimo. E secondo le accuse sempre più insistenti di associazioni di consumatori e della comunità scientifica l’aumento di obesità nel mondo è anche frutto della pubblicità sfrenata da parte di grandi gruppi alimentari.

L’industria della pubblicità quindi, che oggi educa e detta mode, tendenze e consumi, appare come uno dei mondi su cui la nuova governance mondiale, indirizzata verso un sviluppo più sostenibile del pianeta, dovrà concentrarsi maggiormente.

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