[06/02/2007] Energia

I Ds: «In Regione la discussione sul rigassificatore di Rosignano è ancora aperta»

LIVORNO. I Ds regionali e locali spingono per il rigassificatore di Rosignano. Non ci sono più dubbi. E puntano al suo inserimento nel nuovo Piano energetico regionale. La posizione dei democratici di sinistra, pur con qualche sfumatura (vedi greenreport di ieri e quanto affermato da Virgilio Simonti, ndr) è stata chiarita durane il convegno da loro organizzato ieri proprio a Rosignano. Una linea che non mancherà di creare mal di pancia in Regione, dove - in primis l’assessore all’ambiente Marino Artusa - è piuttosto agguerrito il fronte del no a due impianti (l’altro ovviamente è quello di Livorno).

Non solo, per l’assessore regionale il rigassificatore di Rosignano «non si farà mai» e «la decisione della giunta è già stata comunicata al Governo che l’ha prontamente accettata», come ha ribadito a greenreport pochi giorni fa.

Ma come detto per i Ds non è affatto così e lo dimostrano le parole di Paolo Cocchi, presidente del gruppo consiliare regionale toscana Ds, che ieri ha concluso il convegno di Rosignano e che abbiamo intervistato. Anche sulla spinosa questione delle centrali Enel.

Cocchi, quali sono state le conclusioni del convegno?
«Si è trattato di un dibattito importante in una provincia, quella livornese, dove sono presenti tanti impianti e molte problematiche che fanno parte di questioni che affronterà il nuovo Piano energetico regionale. E’ emersa con evidenza la necessità di reimpostare questo piano energetico con un rapporto diverso con Enel. In particolare la questione geotermia e le riconversioni delle centrali di Livorno e Piombino».

Cosa significa cambiare rapporto con l’Enel?
«Che deve essere rivisto il rapporto con l’Enel a livello di Stato-Regione e poi Regione-Comune, dove va proprio ridiscussa la presenza di Enel in Toscana. A partire come ho detto dalle concessioni geotermiche. Teniamo anche di conto della crescente liberalizzazione verso cui andiamo, mentre invece Enel continua a risentire di un passato monopolista».

Pensa davvero che Enel possa consentire che un altro soggetto, come Endesa, la aiuti a convertire a gas la centrale di Livorno?
«Questo proprio non lo so. So invece che Enel deve dare risposte chiare su che cosa vuole fare e l’iniziativa politica dei Ds si muove proprio in questa direzione».

Durante l’incontro si è parlato anche dei rigassificatori.
«Si è parlato della questione gas. Per la quale i Ds ritengono importante che la regione colga tutte le opportunità per ridurre i costi energetici. E si è quindi discusso su quali strumenti usare e con quali soggetti. Le iniziative devono servire per distribuire vantaggi a tutti. Per questo bisogna discutere sul progetto del metanodotto Galsi e questa discussione non la possono fare direttamente gli enti locali. Per quanto riguarda i rigassificatori la nostra posizione è quella di arrivare in fondo alla procedure per Livorno, compiendo gli ultimi passi per la valutazione di sicurezza in tempi rapidi e con rigore. La scelta di Livorno è a un grado di maturazione avanzata, mentre quella di Rosignano è più recente. La cosa importante, però, è che non ci sia pregiudiziale su questo impianto che deve essere ancora in discussione. E senza nessun contrapposizione municipalistica tra Livorno e Rosignano. Se ne parlerà proprio a Livorno il 12 febbraio, nell’incontro con il ministro Bersani. In questo modo si potrà cercare di chiarire qual è il quadro nazionale e fare scelte coerenti nella logica di impianti che fanno parte del sistema paese».

La Regione però si è detta contraria all’ipotesi di due impianti. Già il 20 aprile 2005 l’allora assessore Tommaso Franci disse che «La Regione ha già fatto la sua scelta: avanti con il progetto Olt», entrando anche in polemica con l’allora ministro dell’ambiente Altero Matteoli che invece spingeva per Rosignano. Anche il 20 febbraio 2006 la giunta, dando il via libera all’Olt, sottolineò che «l’intesa raggiunta vale solo per l’impianto di Livorno». Vero è, per contro, che il 10 novembre 2006 il Comitato tecnico regionale espresse parere favorevole al rilascio del nullaosta di fattibilità per la realizzazione dell’impianto Bp di Rosignano, ma Artusa disse anche che si trattava solo di una questione tecnica, e che politicamente il progetto era stato bocciato dalla giunta. Non è così?
«Non c’è una posizione formale della Regione. La situazione è molto complessa, ma riteniamo la discussione sul rigassificatore di Rosignano ancora aperta».

Due impianti cambierebbero la positiva valutazione di impatto ambientale data alla Olt?
«Per Livorno è stato dato l’ok sulla base di come stanno le cose ora. Se si farà Rosignano tra tre mesi o tra sei anni la valutazione verrà fatta in quel momento. Il problema è che non c’è un piano energetico nazionale e questo rende la discussione più difficile. La Regione, comunque, non ha ancora approfondito la questione Rosignano e quindi per noi è ancora aperta. Serve però anche una più stretta connessione con le scelte energetiche nazionali».

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