[05/02/2007] Recensioni

La recensione. I parchi come sistema - di Giuliano Tallone

Con i tempi che corrono già il titolo di questi libro sembra andare controcorrente tanto potrebbe apparire velleitario o utopico. Basta infatti affidarsi alle cronache per rendersi conto che i parchi in generale e quelli nazionali in particolare continuano a navigare –quando non sono ancora ormeggiati e ben lontani dal poter prendere il mare - in acque il cui orizzonte non lascia davvero intravedere un qualche ‘sistema’. Ci sono ancora un sacco di commissari e dove a fatica è arrivato per fortuna un presidente latitano ancora i consigli. Per carità di patria non parliamo poi delle aree protette marine perché quelle non sono in condizione di navigare neppure a remi. Del resto un solo parco nazionale ad oggi ha approvato il piano e nessuno quello socioeconomico.

Meno desolante la situazione dei parchi regionali anch’essi però nel complesso lontani o comunque non prossimi a funzionare come un sistema. In quasi tutte le regioni –anche le più impegnate con alle spalle leggi valide e sostegni finanziari non trascurabili- permangono incertezze e spesso contraddizioni talvolta persino sconcertanti – è il caso della T oscana- ma anche di altre dove ‘scopri’ che una norma della legge finanziaria può nottetempo abrogare gli enti parco a favore di vaghe gestioni aziendali’ unificanti. Eppure l’esperienza di tutti questi anni -e non solo quella riferibile ai parchi- dovrebbe avere insegnato che quando nelle istituzioni spuntano ipotesi di tipo aziendalistico in nome dell’efficienza e del risparmio li si annida sicuramente una fregatura.

Ho voluto fare questa premessa perché il libro di Tallone ha il merito non di ignorare – e come potrebbe!- il persistere di questa situazione a cui non hanno certo posto rimedio i pur positivi primi segnali che registriamo, ad esempio, per quanto riguarda le risorse finanziarie, ma di guardare ‘oltre’ con l’ottimismo della volontà e non della ragione.

L’autore, infatti, avvalendosi di una rara conoscenza e competenza dovuta sia al suo ruolo nella LIPU che a quello di dirigente della Agenzia regionale dei parchi del Lazio non ha esitato ad imbarcarsi in una riflessione culturale ed anche teorica davvero a tutto campo. Qui i riferimenti ai padri fondatori dei grandi parchi americani prima e poi su su fino a ‘Uomini e Parchi’ di Valerio Giacomini e al dibattito di oggi anche a livello internazionale, non intendono solo rendere un doveroso omaggio a chi dobbiamo molto se i parchi sono diventati un fenomeno e una presenza mondiale da cui nessuno oggi può prescindere. Nel dipanare quel lunghissimo e spesso intrigato filo Tallone si cimenta senza esitazioni in una riflessione anche di carattere teorico mai però dissociata da riferimenti molto concreti in cui appunto risalta al meglio quella conoscenza e competenza ‘concreta’ di cui parlavamo.

Il libro proprio per questa sua ambizione risulta davvero ‘tosto’ nel senso che talvolta non è agevolissimo per un lettore poco ‘informato sui fatti’. Ma la fatica sarà ampiamente ripagata. Anche questo a suo modo è un viaggio nei parchi come quello effettuato da Giulio Ielardi in un altro volume della Collana dell’ETS. A differenza di quello il libro di Tallone guarda però ad una esperienza internazionale e lo fa indagando e riflettendo – mi si passi il termine- su cosa c’è sotto e dietro quei ‘fatti’, quelle situazioni, quel lavoro quotidiano di tanti amministratori e operatori dei parchi e delle aree protette. Si pensi, tanto per fare un esempio ricorrente spesso nel dibattito, al rapporto conservazione e tutela e le ‘altre’ attività di un parco. Sovente tutto sembra ridursi a trovare le giuste ‘dosi’ delle une e delle altre. Tallone ci dice invece come siano cambiate e cambino oggi sia le une che le altre tanto da non risultare più così ‘separabili’ e ancor meno contrapponibili. Ecco perché la ‘gestione’ di quel che oggi è ‘integrato’ non riconducibile ad un solo comparto o settore richiede un soggetto ‘istituzionale’ rappresentativo del sistema complessivo delle istituzioni imperniato su quella ‘leale collaborazione’ che alla luce anche della situazione presente appare ancora così complicata e difficile.

Il libro di Tallone ha il merito di aiutarci a capire che quella collaborazione non è semplicemente un galateo che certo non guasta e che è saggio rispettare, ma attiene alla possibilità stessa di costruire appunto un sistema nazionale e sistemi regionali. Per dirla con il linguaggio politico corrente i parchi non apsettano una gestione ‘bipartisan’ ma unitaria. Il punto di incontro non è tra due schieramenti politici ma tra culture e visioni che devono esprimersi in intese istituzionali a più livelli.
Il libro di Tallone evidenzia questa prospettiva fornendoci le ‘ragioni’ e le necessarie pezze d’appoggio per renderla praticabile. Non è poco.

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