[02/02/2007] Comunicati

Mente, natura, economia

LIVORNO. La "prima materia prima" dell’economia è l’informazione. E’ la principale merce di scambio. Ce lo ha spiegato bene Salvatore Rizzello nel suo Economia della mente. Averla prima degli altri, quindi, fa la differenza. Ed è importante trovarla anche di buona qualità. Presto e bene, non vanno d’accordo, ma oggi sembra difficile uscire da questo assioma. La velocità è ‘in’, la lentezza è ‘out’. Perché la prima genera profitto e la seconda no.

Qualcuno però non la pensa così e da una quindicina di anni teorizza l’esatto contrario. Elogiando la lentezza addirittura con un giorno a lei dedicato che cadrà il 19 febbario. Manifestazioni in tutta Italia contro lo stress e non solo. Reagire in modo diverso alle amenità quotidiane, sorridere in mezzo al traffico invece di inveire contro gli altri automobilisti. Filosofia zen, attenzione alle cose che si stanno facendo e non a quelle che si faranno. Gustarsi il pranzo. Con lentezza anche il sesso.

Sembra un mondo parallelo nel quale immergersi per non farsi stritolare dalla routine quotidiana. Esasperata dal dover sempre arrivare prima e quindi dover accelerare per primeggiare. Per anni si è detto che elogiare la lentezza fosse un atteggiamento snob, di chi riesce a estraniarsi, di chi fa del detto ‘casca il mondo e io mi scanso’ una filosofia di vita. Ma non è così. Rallentare non significa disimpegnarsi. Alla faccia di Celentano e della sua mortificazone del ‘lento’ diventato male, rispetto al rock, diventato bene. Lento non significa fermarsi, significa vivere e non lasciare che tutto ci scorra addosso. Lento può voler dire anche informazione migliore, perché più approfondita.

Ma bisogna soprattutto evitare che il peso dello stress della vita quotidiana ci porti a credere che la soluzione di tutti i mali possa essere, ad esempio, una sniffata di cocaina. Oggi non più una moda, ma un’abitudine familiare. Il ministro Giuliano Amato ha lanciato l’allarme dalla Campania, dove in un anno è stata sequestrata una tonnellata di cocaina. L’ex presidente del consiglio ha spiegando che il mercato non è più elitario. Milano, sono i dati pubblicati dai giornali oggi, è diventata la capitale della polvere bianca con una persona su dieci che ne farebbe uso.

Nei mesi scorsi era già emerso che gli operai erano diventati tra i più dediti consumatori di questa droga che una volta era usata solo dai supervip. La velocità ha generato uno stress tale che ha fatto deragliare il treno del saper vivere? Del saper accettare il fatto che non si può essere primi? E non è forse anche questo un problema di sostenibilità? Allora, probabilmente, non è così importante che nella vita si sia veloci (rock) o lenti, ma che anche il nostro vivere quotidiano sia sostenibile. Del resto, un´economia sostenibile è impensabile senza una mente sostenibile.

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