[01/02/2007] Aria

Cambiamenti climatici, anche nel Tibet è aumentata la temperatura

LIVORNO. In attesa del rapporto sui cambiamenti del clima elaborato da 500 scienziati riuniti a Parigi sotto l´ egida dell´ Onu, continuano ad arrivare notizie di innalzamenti di temperatura da ogni parte del mondo. Oggi è il Tibet a segnalare che la temperatura sull’altopiano del Tibet è aumentata di 0,42 gradi ogni decade a partire dal 1980. Da tener presente che è proprio da qui che dipende il tempo in altre regioni della Cina e del mondo. Xu Xiangde ha infatti ricordato che le disastrose inondazioni in Cina del 1998 furono precedute da ´forti movimenti di nuvole´ sull´ altopiano.

A lanciare la notizia è Xu Xiangde, esperto dell´ Accademia Cinese delle Scienze meteorologiche citato dal quotidiano China Daily. Che ha anche spiegato quanto questo aumento di caldo avrà come conseguenza il cambiamento del volume dell´acqua dei grandi fiumi cinesi come lo Yangtze ed il Fiume Giallo.

Secondo Xu Xiangde, inoltre, in un primo momento, il volume aumenterà con straripamenti e danni enormi, e poi si ridurrà, rafforzando il processo di desertificazione. I ghiacciai del Tibet, dai quali nascono i principali fiumi dell´ Asia tra cui il Bramhaputra ed il Mekong, avranno nel 2050 una superficie di un terzo inferiore a quella attuale, ha aggiunto lo scienziato. Per sottolineare l´ influenza del clima del Tibet su quello nel resto della Cina, Xu ha ricordato che le disastrose inondazioni del 1998 furono precedute da «forti movimenti di nuvole» sull´ altopiano.

Intanto in Italia il sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Stefano Boco continua a promuovere a gran voce la ricetta dei biocarburanti per abbattere gli inquinanti emessi nell’aria dall´80 al 90 per cento solo considerandone l´uso nel trasporto pubblico. Usare i biocarburanti, infatti, non solo permette di diversificare l´approvvigionamento energetico, ma anche ridurre drasticamente le emissioni i di gas serra.

«E´ la prima volta - ha detto Boco - che l´Italia affronta davvero con grande convinzione questo settore. Ci crediamo enormemente». «Il ruolo - ha aggiunto - e´ quello di un Paese che può produrre dal 10 al 20% di energia che consuma, totalmente dalle proprie risorse agroenergetiche. Possiamo mettere al servizio del nostro Paese un milione e 200 mila ettari dei nostri campi per la produzione di biocarburanti, nello specifico biomasse, possiamo coltivare e quindi rendere meno pericolosi e meno abbandonati i nostri boschi senza danneggiarli e fare altrettanta energia elettrica o calorifera attraverso le biomasse». «Insieme al biogas e al bioetanolo possiamo dare al Paese non dico un intero Kuwait ma sicuramente una nuova frontiera energetica», ha sottolineato il sottosegretario.

Come sottolineato più volte anche da greenreport attraverso le attente riflessioni del professor David Chiaramonti, docente del Crear dell’Università di Firenze, ma non solo, ci sono però da affrontare alcune controindicazioni non semplici da risolvere. Come l’enorme esportazione di materia prima che causa la distruzione di foreste nel sud del mondo e anche l’aumento dei costi del mais che, come abbiamo già raccontato, ha portato in Messico ad un grande protesta popolare. Il prezzo è infatti andato alle stelle e ha portato all’aumento del costo anche delle tortillas. Inoltre per produrre biocarburante vengono sempre più sfruttati pure gli ogm.

Di questi argomenti, però, Boco ne parla solo in parte: «Noi sui biocarburanti - ha detto Boco - lavoriamo in questo momento con il 98% di materiale di importazione. Non dico che si debba arrivare esattamente al contrario ma sicuramente dobbiamo completamente cambiare questa politica: prima produrre i biocarburanti con il prodotto italiano e lasciare poi la possibilità di usare il materiale di importazione per la parte in eccesso».

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