[01/02/2007] Urbanistica

Bioarchitettura per i progetti livornesi del Corallo e della Porta a mare

LIVORNO. Il circolo di Livorno di Legambiente interviene sul dibattito che si è sviluppato in questi giorni in città sul tema dell’edilizia.
«L’edilizia è sì un settore che consuma territorio e che non produce beni esportabili – scrive Legambiente – ma è anche vero che è un settore in cui è possibile investire in termini di innovazione e ricerca. Il limite a cui stiamo assistendo consiste in una debolezza degli strumenti urbanistici che non sono in grado di promuovere e accompagnare le innovazioni tecnologiche. Perciò chiediamo agli imprenditori del settore di esprimere bene il loro ruolo e di accettare le sfide del mercato in cui investono attraverso azioni adatte al tempo in cui viviamo. Alla politica chiediamo l’obbligo morale di saper scegliere progetti che traguardano il presente nell’interesse della collettività.

Secondo il circolo locale di Legambiente è necessario che la città di livorno punti maggiormente sulla bioarchitettura. «Costruire una casa ecologica conviene – dice l’associazione ambientalista - Non solo alla salute del pianeta, ma anche a quella del portafoglio, perché può costare il 10-15% in più di una abitazione tradizionale ma garantisce risparmi energetici fino al 50%. Possiamo favorire la compatibilità ambientale attraverso sistemi di progettazione e di realizzazione di unità con requisiti di Bioarchitettura che tenga conto dei materiali usati, dei sistemi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, dalla depurazione delle acque, del loro recupero e più importante del suo complessivo sistema energetico».
In effetti secondo una recente indagine condotta da Federabitazione in collaborazione con Anci e Legambiente (un campione significativo di 249 comuni, con una popolazione complessiva di 10 milioni di abitanti) il 50% degli enti ha affermato di aver già creato le condizioni per realizzare le case ecologiche. E un altro 10% ha intenzione di farlo nell’immediato futuro.
Tra le forme principali gli incentivi, i Comuni hanno puntato soprattutto (28%) a uno sconto più o meno rilevante sui costi di urbanizzazione. Il 21% degli enti locali, invece, ha scelto (o sceglierà) di concedere un aumento della volumetria rispetto a costruzioni analoghe ma tradizionali. Il 16% riserva l’edificabilità in alcune aree a case eco-compatibili. Il 12%, infine, utilizza lo sconto sull’ICI e un altro 12% concede finanziamenti sui bandi di concorso.
Molti comuni il 46% affermano di non poter fare di più per scarsità di fondi ma anche di trovare difficile 35% o carente 24% la normativa.
Soltanto l’8% degli enti locali interpellati ha escluso di pensare anche nel futuro a provvedimenti a favore di edifici ecologici.

«Anche per tutto questo – conclude il comunicato di Legambiente - dobbiamo riequilibrare la bilancia del debito ecologico e perciò chiediamo al Comune di Livorno di compiere scelte che consentano di favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili e l’utilizzo della bioarchitettura, auspicando che i primi segnali possano anche venire dalla trasformazione urbana della Porta a Mare e dal complesso dell’ex Corallo».

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