[31/01/2007] Aria

La Fiat a greenreport: «La sostenibilità è una strada obbligata»

LIVORNO. L’obiettivo più vicino e già fissato da tempo per l’Unione Europea è al 2008, quando la media delle emissioni di CO2 prodotta dalle auto di ogni casa automobilistica dovrà essere inferiore ai 140 grammi per chilometro percorso. L’obiettivo di cui si discute in questi giorni e che sta creando una frattura in seno all’Ue - soprattutto per le posizione dure da parte dei costruttori tedeschi (appoggiate dal premier Angela Merkel che è anche l’attuale presidente dell’Ue) – è invece quello del 2012: l’Ue punta a un limite di 120 g/km, mentre i tedeschi temendo una perdita di competitività per il segmento alto (una Porsche oggi emette circa 300 grammi di CO2 per chilometro), chiedono limiti diversificati in base alla cilindrata.

Restando al presente però, dobbiamo segnalare finalmente un primato italiano dal punto di vista dell’ambiente: Fiat è l’unico marchio a livello globale a rispettare già oggi l’obiettivo europeo del 2008 con 138 gCO2/km e un abbattimento delle emissioni rispetto al 1997 del 18% (seguono Citroen 144 e -16%; Renault 149 e -14%; e quindi Seat, Peugeot, Ford e Skoda. Le ultime posizioni vedono la Volvo a 195 g/km, la Bmw a 192, Mercedes 185, Mazda e Audi a 177).

«In effetti siamo impegnati da tempo in questa operazione di sostenibilità – fanno sapere dall’ufficio stampa di Fiatgroup – i nostri interventi in questi anni sono stati seriamente indirizzati a un miglioramento degli impatti ambientali dei prodotti, ma se leggiamo bene i dati si nota che in realtà un po’ tutte le case automobilistiche hanno fatto progressi eccezionali».

La scelta ecologista da parte di Fiat sembra comunque pagare visti i più recenti risultati di vendita, anche se in realtà è ancora prematuro dire con certezza quale sia stato il reale “peso verde”: «I nostri dati di vendita sono sempre migliorati nel 2006 – dicono dalla Fiat – ma non abbiamo ancora studi in grado di dirci quanto certe scelte siano state determinanti nell’incrmento delle vendite. Quello che è certo è che le iniziative in campo ambientale non guastano mai: chi oggi compra un’auto valuta tutta una serie di fattori, compreso il rispetto dell’ambiente, che magari qualche anno fa non era tenuto in considerazione e che oggi sta quasi diventando un must».

Ma l’ufficio stampa Fiat ammette anche che essere giudicati virtuosi potrebbe essere perfino troppo: «Semplicemente Fiat si è portata un po’ più avanti nel lavoro rispetto ad altri – dicono dal quartier generale torinese - sappiamo tutti che prima o poi le normative ci porteranno a limiti sempre più stringenti e quindi abbiamo solo anticipato i tempi».

Ora però si discute dei nuovi obblighi, ovvero 120 grammi al 2012 e su questo neppure il gruppo torinese vuole sbilanciarsi: «Su questo Fiat non prende posizione perché da sempre riteniamo che sia più corretto tenere la posizione che viene presa congiuntamente in Acea, che è l’associazione dei costruttori europei (e di cui è attualmente presidente l’ad di Fiat Sergio Marchionne, ndr). Invece sulla possibilità per Fiat di raggiungere l’eventuale obiettivo dei 120 grammi, i nostri tecnici direbbero che è ancora troppo avventuroso fare previsioni del genere, ma certamente noi dovremo continuare a lavorare nella direzione della sostenibilità. Lo ripeto: ormai è una strada obbligata».

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