[24/01/2007] Energia

Nucleare, solo il 32% dei top manager europei lo considera una soluzione

LIVORNO. Quasi il 60% dei dirigenti d’azienda europei punta sulle fonti di energia rinnovabili. Il dato, di cui greenreport ha già dato notizia ieri nel pezzo «L´assicurazione sui danni ambientali è un bene che non ci rassicura», è frutto della ricerca dell’Ups Europe business monitor, che rivela però anche altri aspetti degni di nota.

Come il fatto che solo il 32% degli intervistati prende in considerazione il nucleare come soluzione energetica per lo sviluppo futuro del Continente. Quindi per il 68% il nucleare non è una soluzione.

Per quanto riguarda i manager in Italia, essi sono - con il 62% - tra i più favorevoli alle fonti rinnovabili quali l´energia eolica, solare, idroelettrica e da biomasse. E anche qui solo il 32% prende seriamente in considerazione l’utilizzo del nucleare. Sul fronte delle energie rinnovabili solo i manager in Spagna (68%) e in Germania (63%) sono più favorevoli degli italiani. I più aperti all’utilizzo del nucleare, anche quando questo comporta la presenza di reattori sul suolo nazionale, sono i business leader in Belgio e nel Regno Unito, dove rispettivamente il 41% e il 38% si è espresso a favore. E quindi anche in Blegio e in Gran Bretagna la maggioranza è ampiamente contraria.

E sul risparmio energetico i manager europei come se la cavano? Sette su dieci – sempre secondo la ricerca - dichiarano di aver ridotto il consumo energetico in casa, e tre su dieci di aver acquistato un’auto che consuma meno. Secondo la ricerca – ma non sono specificati i motivi, ndr - «questo cambiamento è dovuto più al desiderio di risparmiare che a motivazioni ecologiste».

Ben il 20% (due su dieci) dichiarano inoltre di aver ridotto la frequenza dei viaggi in aereo e uno su dieci ha convertito la sua dimora a sistemi basati su energie rinnovabili. In questo, i manager in Italia, si distinguono in senso positivo: il 26% di loro ha dichiarato, infatti, di utilizzare fonti rinnovabili - e principalmente perché spinti dall’amore per il pianeta.

I manager del Bel Paese sono, inoltre, al di sopra della media europea per quanto riguarda la riduzione dei consumi di energia in casa - azione intrapresa dall’81% contro il 70% del dato aggregato europeo - l’acquisto di un’auto che consuma meno - 68% contro 40% - riduzione del chilometraggio - 38% contro 31% - e maggior uso dei mezzi pubblici - 35% contro 32%. Anche se queste azioni sono di solito dovute alla necessità di ridurre i costi per l’energia, i manager in Italia dichiarano di essere motivati anche dalle preoccupazioni per l’ambiente.

Questa sedicesima edizione dell’UPS Europe Business Monitor ha riguardato 1.450 dirigenti di un campione rappresentativo delle principali aziende in Europa; le interviste sono state compiute tra il 14 settembre e il 3 novembre 2006. Questa ricerca viene effettuata annualmente.

Le interviste sono state condotte nei seguenti paesi: Belgio (100), Francia (250), Germania (250), Italia (250), Paesi Bassi (100), Regno Unito (250) e Spagna (250). Le persone contattate sono tutti dirigenti di primo livello. Il giro di affari medio annuale delle società coinvolte è di 1,2 miliardi di euro; la media degli impiegati è di più di 3.000 unità.

Le interviste sono state condotte dalla società di ricerche di mercato indipendente TNS (Taylor Nelson Sofres) da operatori del centro telefonico internazionale della TNS di Londra, nella lingua madre degli intervistati.

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