[22/01/2007] Comunicati

Esposto della Lav contro il palio di Buti dopo la morte di un cavallo

BUTI (Pisa). La Lega anivivisezione ha annunciato un´azione legale contro il Palio di Buti durante il quale è morto il cavallo della contrada di San Nicolao, soppresso dai veterinari dopo una caduta rovinosa proprio all´ultima curva del circuito. «Una strada in salita cosparsa di terra battuta – sottolinea la Lav - dove i cavalli di due contrade sono andati dritti a causa della forte velocità».

Negli ultimi anni la Lav ha avanzato numerose denunce per le decine di cavalli morti e feriti durante corse di palio. Alcune settimane fa il sottosegretario alla salute Patta, ha risposto in Aula alla Camera dei Deputati a un´interrogazione parlamentare presentata da Claudio Azzolini di Forza Italia, aderente all´intergruppo parlamentare animali coordinato dalla Lav, per sollecitare l´intervento dei ministri della salute e dell´interno «per impedire nuove stragi e illegalità nei palii» ed alla quale Patta ha risposto che: «la situazione effettivamente non può continuare in questo modo esistono responsabilità istituzionali a vari livelli. Occorre preliminarmente ribadire la necessità che tutti gli enti istituzionali, a livello centrale, regionale e locale, siano coinvolti per impedire qualsiasi forma di impiego improprio dei cavalli in manifestazioni pseudo sportive o rituali.

Patta ha anche sottolineato «la possibilità di richiamare l´attenzione delle autorità regionali sui contenuti dell´accordo Stato-Regioni del febbraio 2003, relativamente all´articolo 8 (requisiti minimi delle piste al fine di autorizzare gare di equidi» ed ha assicurato il massimo impegno «affinché le regioni svolgano la funzione di vigilanza sulla corretta applicazione dell´articolo stesso; è doveroso, peraltro, sottolineare che tale disposizione conferma l´esclusiva competenza regionale nel controllo del rispetto delle misure di sicurezza indispensabili a impedire qualsiasi forma di abuso o maltrattamento degli animali coinvolti in gare o manifestazioni popolari».

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