[22/01/2007] Parchi

Martini: «Per l´Elba prioritari rifiuti ed acqua»

PORTOFERRAIO (Livorno). Il convegno sul futuro del parco nazionale dell´Arcipelago è stato anche un momento per sciorinare davanti al ministro Pecoraro Scanio e soprattutto al presidente della Regione Claudio Martini (Nella foto) due eterne questioni elbane: acqua e rifiuti. A farlo in maniera più puntuale e con accenti critici è stato soprattutto l´intervento del presidente dell´Elbana servizi ambientali (Esa) Giovanni Frangioni che ha chiesto alla regione non più «indicazioni generiche, ma un progetto di gestione dei rifiuti che va messo in cantiere» e che tenga conto delle esigenze e dei costi della raccolta, dello smaltimento e riciclo dei rifiuti in quello che Frangioni ha chiamato «territorio svantaggiato», anche con precisi richiami nel Piano regionale di azione ambientale (Praa) e nel Piano regionale di sviluppo (Prs).

Chiediamo al presidente Martini cosa ne pensa, visto che all´Elba ci sono i comuni al fondo della classifica della raccolta differenziata ed in testa alla produzione di rifiuti e che sull´isola, secondo dati della regione Toscana, c´è il record pro-capite di consumo di acqua, quasi il doppio della media nazionale.

Non pensa che proprio all´Elba si potrebbero attuare politiche forti per la riduzione dei rifiuti e dello spreco idrico?
«Nessuna obiezione – risponde il presidente Martini – Occorre però fissare un principio: questi problemi bisogna risolverle insieme. Questa non è una questione che risolve la Regione, occorre l´impegno comune di tutti i Comuni, la Provincia di Livorno e naturalmente della Regione. Per l´aprovvigionamento, il risparmio e riduzione dei consumi idrici bisogna partire dal dato dell´Elba dove c´è un consumo procapite di acqua tra i più alti d´Italia, con tutti problemi che questo comporta. Lo sviluppo della raccolta differenziata nelle isole deve crescere molto più che nelle città del continente: oggi qui siamo cronicamente al di sotto della media regionale, si riesce a riciclare circa il 12% contro il 35% della Toscana, con notevoli squilibri che vanno dal 18% di Portoferraio al solo 7% di Porto Azzurro. Quindi i comuni elbani devono definire insieme programmi e progetti, prendersi impegni precisi e rispettarli, sottoporci i problemi e le possibili soluzioni, e poi lavoriamo insieme per risolverli. Questo non sempre accade all´Elba, o almeno non accade dappertutto».

Ma rifiuti ed acqua non sono prioritari anche per una buona gestione ambientale tanto richiamata oggi?
«Al di là della questione del parco nazionale, acqua e rifiuti sono certamente prioritari e bisogna portarli a livelli di efficienza e buona gestione delle risorse. Ma c´è un altro problema che è essenziale per questo territorio, per il suo buon governo urbanistico ed ambientale e che si lega a tutto il resto: il Piano strutturale unico per l´Elba. Io sono pronto per andare avanti».

E i comuni elbani sono pronti?
«I comuni hanno firmato un´intesa su questo, taluni convintamene, altri meno. Nel 2006 si è fatto un passo avanti e 5 Comuni, Portoferraio, Campo nell´Elba, Capoliveri, Marciana e Rio nell´Elba, hanno costituito un ufficio di Piano presso il comune di Portoferraio e avviato l´attività della Conferenza dei Sindaci. Il lavoro è iniziato e i primi risultati sono previsti entro il mese di marzo . 5 comuni su 8 stanno procedendo su questa strada di gestione unitaria del territorio. Il nuovo Pit regionale è un formidabile strumento di elaborazione di moderni strumenti di pianificazione, molti comuni sono disponibili, bisogna proseguire su questa strada

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