[19/01/2007] Comunicati

Marevivo e il film di Al Gore: «L´uomo male incurabile della terra?»

ROMA. Oggi esce nelle sale italiane il film "Una scomoda verità" dell´ex vicepresidente Usa Al Gore (Nella foto) e per la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni, è l´occasione per una riflessione a tutto campo, con toni molto forti per un´associazione ambientalista considerata tra le più moderate. «Il Pianeta sta andando sempre più velocemente verso la distruzione e i colpevoli siamo noi - dice la presidente di Marevivo - . Finalmente un film che costringe ciascuno di noi ad assumersi delle responsabilità chiarendo che tutti, seguendo giorno per giorno semplici regole, possono contribuire ad evitare un terribile disastro».

L´associazione ambientalista sottolinea i punti forti trattati da Al Gore: cambiamenti climatici, aumento esponenziale della popolazione mondiale, incontrollato innalzamento di CO2 in atmosfera, scioglimento dei ghiacciai; l´estinzione di molte specie animali; aumento di fenomeni atmosferici estremi, desertificazione «rischiano di segnare il destino di questo Pianeta se non si decide di intervenire pesantemente» fino a chiedersi se non sia «l´uomo il male incurabile della terra».

Per Rosalba Giugni «il film di Al Gore che negli Usa ha contribuito a cambiare il comune senso della morale per quanto riguarda il surriscaldamento del pianeta dovuto all´effetto serra, ci mostra anche un´opinione pubblica all´oscuro delle posizioni della comunità scientifica, ormai concorde nel sostenere che le conseguenze del surriscaldamento del Pianeta saranno catastrofiche già per la nostra generazione se non verranno prese le misure necessarie ad invertire questa tendenza».

Un problema non solo ambientale ma anche economico e Marevivo cita l´ormai famoso rapporto Stern, secondo il quale le catastrofi climatiche costeranno il 20% della crescita economica mondiale.
«Molti pensano con fatalismo a queste cose sperando o credendo che il problema non esista, ma invece esiste" – dice la Giugni - basta con il pensare che debba essere sempre qualcun altro a trovare la soluzione, la verità è che dobbiamo noi spingere e costringere la classe politica a prendere le decisioni che sono necessarie perché più il tempo passa e più le decisioni da prendere saranno traumatiche».

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