[18/01/2007] Comunicati

L´ambiente in Toscana: discussioni e sintesi

FIRENZE. Il presidente della Regione Claudio Martini non ha potuto far finta di non vedere e questa volta non ha potuto (e voluto) neppure glissare su quel velo che rischia di offuscare una fase comunque feconda dal punto di vista decisionale che sta attraversando il suo governo. L’approvazione di giunta e conseguente illustrazione di Pit e Praa, il patto sulla gestione dei rifiuti in area metropolitana (da firmare entro il 31 gennaio): sarebbero tutti elementi e segnali di cui essere soddisfatti se non fosse per quel velo che compare sempre quando si affrontano tematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile e che scopre uno scenario tutt’altro che rassicurante per Martini. L’assessore regionale Marino Artusa (Verdi) costretto ad uscire dalla riunione di giunta per non dover votare no al Pit è emblematico della difficoltà che non solo la costituenda (in Toscana) Unione si trova ad affrontare, ma che vede difficoltà anche nella coalizione di Toscana Democratica.

Il capogruppo regionale dei Ds Paolo Cocchi analizza la situazione in modo razionale: « E’ evidente che c’è una dialettica, che non è sottaciuta, e che i cittadini leggono ogni giorno sui giornali e nelle sedi istituzionali – ammette Cocchi – però è necessario riconoscere che a fronte delle divergenze che ci sono, la Regione finora è sempre riuscita a fare sintesi, che è il nodo fondamentale di una buona politica di governo».

Secondo Paolo Cocchi «la capacità di fare sintesi e di decidere non è mai mancata, né sui rifiuti, né sui piani di indirizzo e non è mancata nemmeno ieri sera quando la Regione ha affrontato il tema del corrodoio tirrenico. Quindi visto che le discussioni portano sempre un arricchimento ben vengano, ma sapendo appunto che il punto è arrivare a una scelta perché una discussione infinita sul migliore dei mondi possibile produce soltanto un mondo orribile alla deriva».

Anche per il capogruppo del Pdci in consiglio regionale Luciano Ghelli, pare che «sia abbastanza naturale avere queste fratture visto che in Toscana democratica coesistono forze profondamente diverse. Ci vuole quindi pazienza - afferma Ghelli - nel riuscire a comporre le differenze partendo sempre dalla realtà. E la realtà è che in fatto di ambiente in questi ultimi anni ci sono state storture come Monticchiello che richiedono una correzione in senso di maggiore tutela. Mi pare comunque che Martini abbia dimostrato in tutte queste fasi che affrontavano questioni legate all’ambiente un equilibrio apprezzabile, senza scarti e nervosismi, che è sicuramente la strada migliore per uscire dai contrasti».

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