[10/02/2006] Aria

Bartoli: «La Regione guardi con più attenzione alla grande industria»

LIVORNO. I distretti sono al centro del progetto Ecosind (Ecosistema industriale, una strategia di sviluppo sostenibile delle attività industriali), promosso da Arpat e cofinanziato da Interreg IIIC, il programma d’iniziativa comunitaria a sostegno della cooperazione tra le istituzioni impegnate nelle politiche di sviluppo regionale.

L’operazione Ecosind, realizzata in partenariato tra Regione Toscana con Catalogna, Abruzzo e Peloponneso, si pone l’obiettivo di definire nuove strategie di sviluppo industriale sostenibile nelle aree del sud dell’Europa. La realizzazione dei progetti dimostrativi sul territorio toscano, attualmente in corso, vede la partecipazione delle amministrazioni pubbliche delle province di Lucca, Prato e Pisa, le università degli studi di Firenze, Pisa e Siena, la Scuola Sant’Anna di Pisa e il Cnr-Ifac. I progetti selezionati si stanno dimostrando un’ottima opportunità di sperimentazione e innovazione scientifica nel campo dell’ecoefficienza e di scambio di buone prassi tra pubbliche amministrazioni che si trovano a dover fronteggiare problematiche socioeconomiche e ambientali comuni sia a livello locale che comunitario.

Nuova attenzione al sistema distrettuale quindi, anche qualcuno non è molto d´accordo.
«La Toscana dei distretti è ormai in crisi, forse sarebbe opportuno un po’ più d’attenzione alle grandi industrie, troppo spesso abbandonate solo all’iniziativa dei privati». Parole che appaiono dure quelle dell’assessore allo Sviluppo economico della Provincia di Livorno, Simone Bartoli, ma giustificate anche dalla recente relazione fatta dall’Irpet in occasione della presentazione delle linee guida di sviluppo della Regione Toscana.

«Purtoppo la realtà sta dimostrando che il modello distrettuale non può andare avanti così – spiega Bartoli – alcune realtà come quella pratese, l’hanno capito e si stanno lentamente trasformando in filiere, altri stentano a muoversi, ma è evidente che di questo passaggio si sta rendendo conto anche la Regione, che finalmente comincia a guardare con un po’ più d’attenzione anche alle grandi industrie».

Secondo Simone Bartoli infatti qualcosa negli ultimi due anni si è mosso: «L’accordo di programma del 2003 con Solvay è un esempio positivo – dice – così come quello fatto con la Lucchini, anche se il passaggio di proprietà sta creando qualche problema di troppo. D’altra parte era inevitabile che la Regione si rendesse conto dell’anomalia della provincia livornese, dove c’è una forte presenza industriale con notevoli problemi di natura ambientale e di utilizzo del territorio. Queste sono contraddizioni che Firenze non può più permettersi di ignorare».

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