[09/02/2006] Acqua

«Evitiamo demagogie, le tariffe dell´acqua non dipendono dai privati»

FIRENZE. «Sono oltre 3 miliardi di euro gli investimenti previsti dalle aziende toscane dell’acqua in 20 anni: ciò assicura la manutenzione degli impianti e delle reti esistenti e prevede le nuove opere necessarie. Ma nei prossimi anni tutto questo potrebbe non bastare». Lo ha detto il presidente di Cispel Confservizi Toscana, Alfredo De Girolamo, intervenendo al convegno «Chiare, fresche, dolci e pubbliche acque» svoltosi questa mattina in Consiglio regionale. «Gli investimenti che devono essere realizzati in Toscana nei prossimi anni – ha spiegato De Girolamo – sono più di quelli previsti dai Piani, le infrastrutture erano in condizioni peggiori di quelle descritte nei Piani, gli standard ambientali sono stati innalzati in questi anni, le crisi idriche e la siccità hanno reso più complicato anche l´approvvigionamento idrico. Dobbiamo trovare un modo, insieme ai Comuni, agli Ato e alla Regione, per finanziare gli investimenti non solo con la tariffa, come prevede la legge, ma con la fiscalità generale e ci aspettiamo che la Regione Toscana nel Piano regionale di sviluppo e nel Piano regionale di azione ambientale possa prevedere scelte in questa direzione». De Girolamo, nel suo intervento si è soffermato anche sulla discussione sulla «pubblicità» dell’acqua, sulla quale già nelle scorse settimane aveva risposto ad alcune domande di greenreport: «Siamo giunti a un paradosso se l’opinione pubblica teme la privatizzazione dell’acqua. L’acqua in Italia è un bene pubblico, le reti e gli impianti sono demaniali, Piani di ambito e tariffe sono decise da Autorità interamente pubbliche, la maggioranza dei gestori è pubblica. Occorre respingere letture demagogiche dei processi in corso: le tariffe non dipendono dall’entrata del privato nel capitale delle nostre aziende, le tariffe sono stabilite dai Comuni che costituiscono l´Ato e crescono perché c´è bisogno di sostenere piani di investimento ingenti. I gestori non fanno profitti e per raggiungere standard ambientali sempre più elevati e garantire alla Toscana e alla sua economia acqua potabile di buona qualità tutto l´anno, occorre investire capitali».
«Nei prossimi mesi - ha concluso De Girolamo - potremo prendere decisioni importanti per dare alla Toscana un assetto forte in campo idrico: l’ingresso di Acea in Publiacqua può rappresentare il punto di avvio per la razionalizzazione e quindi l´integrazione del sistema dei gestori in Toscana. Un analogo sforzo potrebbe essere fatto per razionalizzare il sistema delle autorità di regolazione locale».

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