[09/02/2006] Rifiuti

Biogas da discarica, un progetto per riciclare la CO2

TERRANUOVA BRACCIOLINI (Arezzo). Studiare processi che permettano di separare la CO2 dal metano, che sono le due sostanze contenute nel biogas da discarica. Ma a differenza di quello che già viene fatto in Europa, con la dispersione in atmosfera dell’anidride carbonica, nella discarica di Terranuova Bracciolini si tenterà da una parte di recuperare il metano e riutilizzarlo, dall’altra di catturare l’anidride carbonica in forma solida per poterla poi eventualmente riciclare per usi industriali.

I protagonisti di questo progetto Life finanziato dalla comunità europea, sono il dipartimento di Energetica “S.Stecco” dell’Università di Firenze, guidato da Ennio carnevale, la Centro servizi ambiente Spa che gestisce la discarica di Casa Rota, il dipartimento di Scienze e tecnologie chimiche e dei biosistemi dell’Università di Siena e la società Olandese Cornelissen consulting services Bv, che opera nel settore dell’energia e delle energie rinnovabili.

«E’ un progetto partito il primo dicembre del 2005 che durerà 2 anni – dice la ricercatrice del dipartimento fiorentino di Energetica Livia Lombardi – l’obiettivo è quello di riuscire a separare nel modo più puro possibile il metano e l’anidride carbonica, che compongono ciascuno per circa il 50% il biogas da discarica. Finora questo metano veniva utilizzato così com’è, attraverso dei motori installati nelle discariche più grandi. Ma in aree di stoccaggio piuttosto ridotte o in via di esaurimento un processo del genere può essere competitivo solo estraendo metano pressoché puro».

Il progetto ha un budget complessivo pari a 217mila euro ha quindi lo scopo di investigare metodologie innovative di riduzione delle emissioni di gas serra per la cattura di anidride carbonica e di miglioramento della qualità del biogas prodotto dalle discariche di rifiuti convenzionali.

«L’anidride carbonica – spiega ancora la ricercatrice – viene prodotta appositamente da alcune industrie che la rivendono poi ad altre aziende del settore alimentare, per farne bevande gassose. Perché non provare quindi a recuperare questa CO2 sperimentandone eventuali possibili riutilizzi? La presenza del partner olandese ci consentirà comunque di valutare l’intero progetto anche sotto il profilo squisitamente economico».

La commissione europea ha individuato nella proposta progettuale una forte connotazione di innovazione tale da renderla finanziabile insieme ad altre 15 proposte a livello italiano, rispetto ad un numero complessivo di 89 progetti presentati.

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