[03/11/2006] Parchi

Le isole minori verso il contributo di sbarco e le tasse di scopo

CAPRI (Napoli) – Il comune di Capri è contrario alla tassa di soggiorno ma favorevole al “contributo di sbarco”, che dovrebbe essere di 1 euro a passeggero e a carico di compagnie di navigazione ed agenzie di viaggio e riservato al turismo mordi e fuggi, cioè alla massa enorme di visitatori giornalieri che non pernottano sull’isola ma pesano non poco sui servizi e sull’ambiente.

E il comune non si è limitato a mettere tutto in una delibera voluta dall’assessore al turismo Salvatore Ciuccio, ma l’ha accompagnata ad un emendamento alla Finanziaria, che prevede la possibilità per i 37 comuni delle isole minori italiane, di scegliere il contributo di sbarco. «Sì, ne abbiamo parlato e con un po’ di distinguo abbiamo detto che va bene – dice Catalina Schezzini, presidente dell’Ancim e sindaco di Rio nell’Elba – Tenendo conto che ogni territorio ha le sue peculiarità, ad esempio ci sono isole raggiungibili solo con barconi privati e lì è difficile pensare al contributo di sbarco. E’ anche il tentativo di non penalizzare solo gli alberghi con la tassa di soggiorno, il contributo sarebbe a carico anche del molto turismo in nero, soprattutto di quello delle seconde case, sarebbe per tutti quelli che vengono sulle nostre isole».

Ma nonostante questo l’iniziativa non convince né la Fiavet Campania né l’associazione albergatori dell’Elba, che vedono nel possibile aumento dei prezzi di traghetti ed aliscafi un ulteriore pericolo di andare fuori mercato per un aggravio nei costi di viaggio per le isole.

Non la pensa così Nabil Pulita, presidente di Legambiente Capri «la tassa di sbarco? Può e deve servire a migliorare servizi per i residenti in primis. Perchè a volte d´estate sembra di vivere in un villaggio turistico, ed invece anche a Capri ci sono residenti, lavoratori, studenti, ecc., anche se alcuni giornali come Il Riformista non convengono con quest´ultima mia. L´isola di Capri ha molto spesso fatto da apripista: anche in negativo, come la percentuale che ad ogni biglietto di visita della Grotta Azzurra dovrebbe essere investita per la manutenzione dei nostri beni monumentali, cosa rara a verificarsi».

«Ma anche quella – aggiunge Pulita - se vogliamo, è una rudimentale tassa di scopo. Ecco, ci si può ingegnare in lungo ed in largo sulla tassazione di scopo, ma oltre ad essere equa e non colpire solo i più deboli socialmente, deve appunto avere uno scopo».

Per l’esponente di Legambiente «è indubbiamente un´opportunità ed anche un segnale di autonomia data ai comuni la possibilità d´istituire tasse "di scopo" come la tassa di soggiorno, che in altre realtà, come in Francia, esistono da sempre, o come più vicino a noi l´euro in più da pagare per le Isole Eolie. Nell´Isola di Capri però questa scelta incide soprattutto sulla politica turistica che si vuole perseguire».

Per Legambiente «bisogna studiare forme di tassazione alternative, come quella sullo sbarco indiscriminato o quella sull´ancoraggio piratesco attorno alle nostre baie. Il primo presume però un reale peso nella decisione della regolamentazione degli sbarchi, onde evitare il black out dei servizi sull´isola. Purtroppo questo tipo di politica manca da vent´anni a questa parte potrebbe essere l´occasione adatta».

E poi Pulita passa alla tassazione sul lusso come quella già applicata in Sardegna per i grandi yacht «E´ chiaro che Capri vive anche di lusso. Lontano da noi metterlo all´indice, anzi. Però ci si deve basare sempre sul chi più ha, e quindi vuole, deve. Penso che il nostro porto turistico di Capri sia e possa essere il nostro "casinò" per guadagno ed occupazione. Ma vi siete mai domandati cosa pagano le imbarcazioni ormeggiate in rada, davanti la spiaggia di marina grande o a marina piccola? Nulla. In Liguria, nelle Cinque Terre, per ormeggiare in rada, ad una boa intelligente, bisogna pagare una piccola "tassa d´ormeggio". Chiamiamola "di lusso" o come si vuole. Ma intanto quei soldi potrebbero servire ad un ottimo servizio di controllo, spazzamare, espurgo».

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