[02/11/2006] Rifiuti

E intanto il 1° gennaio chi raccoglierà le scatole dei panettoni?

ROMA. Per il Garante della concorrenza e del mercato operatori pubblici e privati devono avere le stesse opportunità di accesso alle attività di gestione dei rifiuti. L´Autorità si espressa in questo modo, in merito alla presunta violazione della normativa operata dai Comuni territorialmente interessati a privilegiare l´affidamento dei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti a società a capitale interamente pubblico.

Secondo il Garante questa modalità contrasta di fatto con la necessità di tutelare e promuovere la concorrenza, e non sarebbe congrua né con la normativa comunitaria volta a contrastare l´abuso di posizione dominante delle imprese, ma nemmeno con la normativa nazionale, ovvero il Dlgs 152/2006, secondo cui «le competenti autorità di ambito aggiudicano il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani mediante gara disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie».

Mentre sulla revisione del Dlgs 152, c’è un comitato all’opera che al momento ha prodotto due decreti di revisione che intervengono su alcune delle parti del testo unico (dei quali tra l’altro nemmeno il primo è in gazzetta ufficiale, perché per un aspetto formale non è stato ancora firmato dal presidente Napolitano e il secondo è al momento in discussione) il paese va avanti.

Su “pezzi” importanti che riguardano da vicino il sistema di gestione dei rifiuti vi sono proposte da parte di diversi dicasteri, come il disegno di legge sui servizi pubblici a firma Lanzillotta-Bersani o il nuovo Codice sulle autonomie locali su cui sta lavorando Amato. Il garante per la concorrenza si esprime sulle gare, a livello delle regioni si fanno ipotesi di riassetto societario e di riforma degli ambiti di intervento per la gestione dei servizi.

E tutto questo nell’assenza quasi totale di chi – operatori, controllori, amministratori ecc.- deve far andare avanti un sistema che pur nelle maglie dell’incertezza comunque deve procedere e deve applicare o far applicare una legge che, piaccia o non piaccia, quella sì è sulla Gazzetta Ufficiale.

L’unica voce che emerge - quasi ogni giorno - per denunciare la impossibilità di lavorare, entrando in qualche caso addirittura nel dettaglio specifico come è il caso della lana cardata di Prato, è quella di Confindustria. Potremo andare avanti così? E fino a quando?
Abbiamo posto questa riflessione a Paola Ficco, giornalista esperta del settore,
che ha risposto a sua volta con una interessante domanda: «Chi il primo di gennaio del 2007 raccoglierà le scatole dei panettoni?».

«Riguardo alle concessioni del servizio di gestione delle raccolte infatti - ha proseguito la Ficco - chi ce l’ha dice che va avanti, chi non ce l’ha dice che gli Ato devono fare le gare…insomma ognuno la interpreta come meglio gli fa comodo e non potrebbe essere altrimenti».

Ma come e chi secondo lei potrebbe cercare di portare a sintesi questa miscellanea di cose così vasta e articolata?
«Come si fa? Certo non mi sento io di dire come farlo. Il problema però si può sollevare, ma mi sembra che nessuno stia a sentire. Il governo dell’Ambiente sul punto si sta disinteressando, questo è un fatto. E non è solo da questa parte che c’è disinteresse».

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