[02/11/2006] Consumo

Mas, la nuova rivoluzione verde più conveniente degli ogm

FIRENZE. Gli ogm? Una scelta sbagliata anche dal punto di vista economico. Questo, secondo l´economista americano Jeremy Rifkin, perché grazie alle nuove frontiere aperte dalla genomica e in particolare dalla tecnologia agricola chiamata Mas (marker assisted selection), gli organismi geneticamente modificati appaiono già superati.

Per capirne qualcosa di più abbiamo chiesto qualche chiarimento a Marcello Buiatti, ordinario di Genetica alla Università di Firenze.

Professor Buiatti, cos´è la selezione assistita da marcatori?
«Prima di tutto mi permetta di dire che non si tratta di una tecnologia nuova, visto che personalmente ci lavoro ormai da più di venti anni. In sostanza si tratta di un modo che rende più veloce e semplice selezionare le migliori caratteristiche delle piante».

Come funziona?
«Per spiegarla faccio un passo indietro: mettiamo di avere un pero che dà frutti di buona qualità ma non è resistente a un particolare patogeno e di avere un altro pero che invece è resistente ma con frutti di scarsa qualità. Per decenni l´uomo ha lavorato sugli incroci di generazione in generazione per trasferire i caratteri di resistenza, ma ovviamente si tratta di operazioni lunghissime, soprattutto per piante come il pero che hanno un ciclo di vita lungo. Per sapere infatti quale incrocio era andato a buon fine era necessario aspettare i primi frutti di ogni generazione e quindi erano necessarie anche generazioni di persone».

E qui entra in gioco la Mas
«Esatto, per accelerare il processo di selezione devi avere un modo per riconoscere precocemente se la pianta ha la caratteristica voluta, analizzando quindi i semi stessi senza aspettare che la pianta cresca e dia i primi frutti. Ora si entra davvero nello specifico… Vado avanti con la lezione di genetica?»

Proviamo.
«Allora cominciamo dai geni, che sono situati sui cromosomi e che rappresentano solo una minima parte del dna, per esempio nell´uomo appena l´1,5%. Identificare i geni è quindi particolarmente difficile ma è più facile individuare i pezzi di dna che gli sono attaccati e che essendo vicinissimi hanno poche possibilità di separarsene. Se noi quindi riusciamo a individuare il pezzetto di dna che sta accanto al gene della resistenza, allora significherà che la pianta che nascerà da quel gene sarà resistente e avremmo risparmiato almeno 4 generazioni della pianta».

E per genomica che cosa s´intende?
«La genomica è il sequenziamento completo del dna di un organismo. Io posso andare alla banca dati e vedere immediatamente quali sono i frammenti di dna che stanno vicini al gene che mi interessa, in questo caso quello della resistenza. Il passo successivo è fare la sonda da uno di questi frammenti vicini che mi permetta di andare a scegliere subito le piante che hanno la caratteristica che serve a me».

Secondo Rifkin la selezione assistita da marcatori sostituirà gli ogm. Lei è d´accordo?
«Una cosa è innegabile: dal punto di vista del numero delle varietà quello degli ogm è stato un fallimento su tutta la linea mentre la rivoluzione verde ha ottenuto centinaia di migliaia di nuove qualità, con il vantaggio che a differenza degli ogm le nuove varietà restano circoscritte all´interno di una singola specie, eliminando il rischio di imprevedibili effetti sull´ambiente ed eventualmente sulla salute».

Ma allora perché le multinazionali insistono sugli ogm, dov´è al convenienza?
«Gli ogm non sono convenienti e non è vero che aumentano la produzione. Uno studio recente del dipartimento agricoltura degli Stati Uniti ha dimostrato che la resa per unità di superficie della soia coltivata negli USA dal 1970 quando non era geneticamente modificata ad oggi non è aumentata. Il vantaggio che hanno i coltivatori ad usare materiale transgenico deriva soltanto dai contributi che arrivano loro dallo stato. Così avviene ora anche in Brasile: i braccianti-operai – che non sono contadini o proprietari terrieri – vengono assoldati dalle multinazionali a basso costo per coltivare la soia transgenica che loro non mangeranno mai e che viene esportata nel nord del mondo, Usa ed Europa, per finire nelle farine e nei mangimi. Per le multinazionali il profitto è enorme per i costi più bassi della manodopera e allo stesso tempo i braccianti, seppur pagati poco, hanno un lavoro che prima non avevano. Ecco che la vera ragione della estensione che ha raggiunto la coltivazione ogm non é dovuta ad una loro migliore qualità o produzione ma a pure convenienze economiche in gran parte per le imprese».

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