[31/10/2006] Consumo

Dai paradigmi novecenteschi anche tragedie sociali

ROMA. Dal rapporto della Fao presentato ieri a Roma emerge un dato raccapricciante: la fame nel mondo è in crescita e a nulla sono valsi gli interventi fatti sino ad ora: l’obiettivo di dimezzare al 2015 il numero delle persone sottonutrite si allontana quindi sempre più.
Sono 854 i milioni di persone sottoalimentate, 26 milioni in più rispetto a dieci anni.

L’Africa rimane il continente con la crisi più grave e quello che più soffre di mali causati dai paesi ricchi. La regione subsahariana che non ha alcuna responsabilità nelle emissioni di gas serra in atmosfera, continua ad essere la regione più colpita dai fenomeni di desertificazione, che sono fortemente accelerati dalle conseguenze dei cambiamenti climatici.

La desertificazione è considerata l’emergenza ambientale più grave degli ultimi decenni, anche dalle Nazioni Unite, che hanno proclamato il 2006 anno internazionale per i deserti. Sono infatti 135 milioni le persone a rischio di diventare profughi ambientali secondo le stime della Unccd (la Convenzione Onu per la lotta alla desertificazione), mentre Columbia university, Norwegian geotechincal institute e Banca mondiale stimano che circa la metà della popolazione mondiale si trovi in aree esposte ad almeno un rischio ambientale di significativo impatto tra siccità, inondazioni, frane, cicloni, eruzioni vulcaniche, terremoti.

«Il tempo è davvero scaduto e non si può continuare a far finta di niente - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti della segreteria nazionale di Legambiente- Se non s’inverte immediatamente la rotta della politica il problema della fame del mondo si aggraverà ancora, anche a causa dei cambiamenti climatici, una minaccia reale per oltre 130 milioni di persone che rischiano di diventare dei profughi ambientali».

«L’Africa – prosegue Gubbiotti - continua ad essere il continente più colpito dalla piaga della fame e purtroppo anche dai fenomeni provocati dal surriscaldamento del pianeta. Sono sempre i paesi più poveri, infatti, a pagare le conseguenze delle azioni di quelli ricchi».

Legambiente insieme alle oltre 270 tra associazioni, ong, movimenti ecologisti e sindacati, fa parte del comitato italiano per la sovranità alimentare. Il comitato, in occasione dello Special forum Fao di Roma, chiuderà con il seminario internazionale dal titolo "Vincere la fame si deve" il mese di mobilitazione che con iniziative in tutta Italia ha messo al centro del dibattito il tema del diritto al cibo.

Al seminario del 3 e 4 novembre parteciperanno rappresentanti internazionali dei movimenti dei contadini, dei pescatori, dei popoli indigeni per ribadire il diritto dei popoli a definire le proprie politiche e strategie sostenibili di produzione, distribuzione e consumo di alimenti che garantiscano a loro volta il diritto all’alimentazione per tutta l’umanità.

Un messaggio ben chiaro rispetto alla possibilità di combattere la fame utilizzando cibi provenienti da colture geneticamente modificate, su cui non vi è stato alcun riferimento da parte del direttore della Fao, che invece in passato aveva espresso una posizione molto critica in tal senso.

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