[30/10/2006] Energia

Rigassificatori, commissioni e imbarazzi

LIVORNO. La puntata di Report (RaiTre) andata in onda ieri sera ha lasciato il segno. Il tema della serata era quello del gas e dei rigassificatori. Inevitabile parlare dell’Olt di Livorno. Il giornalista Michele Buono ha intervistato ingeneri, fisici, economisti e anche l’assessore regionale Marino Artusa. Chiamato a rendere conto sul perché sia stata fatta una commissione di scienziati per dare una risposta sulla sicurezza dell’impianto solo dopo che il progetto aveva già incassato l´autorizzazione, l’assessore – come aveva fatto anche quando la stessa domanda gliela aveva posta Greenreport – non ha davvero convinto. Tanto che alla fine si è capito che questa commissione è ancora lontana dall’essere istituita.

Questa la versione integrale del passaggio, inviataci da Unaltracittà/unaltromondo:

Michele Buono: Insomma è stato dato il via libera al rigassificatore off shore di fronte a Livorno?

«Sì – risponde Artusa - è stato dato il via libera nel senso che la Regione Toscana ha firmato l´intesa. In questo momento è in corso lo studio di questa commissione di scienziati a livello internazionale che ci deve dare una risposta sulla sicurezza relativamente all´ubicazione del rigassificatori».

E’ stato dato prima il via libera e poi è stata nominata la commissione?
«Successivamente sono emerse delle preoccupazioni relativamente al fatto che sull´acqua fosse anche pericoloso, la localizzazione sull´acqua, quindi al largo di Livorno, era stata proprio proposta perché meno pericolosa, oggi sono state avanzate delle paure, noi vogliamo avere delle certezze». Noi vogliamo avere delle certezze, dice l´assessore. E´ il 20 luglio, c´è il meeting sull´energia che proprio la Regione Toscana organizza nella tenuta di S. Rossore. Anche altri cittadini vorrebbero avere delle certezze sulla sicurezza di questo rigassificatore. Per questo gli comunico immediatamente che la Regione Toscana ha istituito una commissione come mi ha appena detto l´assessore. Michele Buono va allora da Massimo De Santi, fisico ex responsabile Energia Regione Toscana che dice: «No non ne sappiamo nulla, non l´ha mai annunciato, comunque sarebbe opportuno che l´assessore comunicasse ai cittadini che la commissione s´era insediata, questo non lo sapevamo».
Michele Buono (fuori campo): A questo punto ritorno dall´assessore per dirgli che i cittadini non ne sanno niente di questa commissione.

Michele Buono: «Io ho detto che l´assessore ha appena detto che la commissione si è insediata…»

Risponde Artusa: No, a Ottobre no… magari domani, dopodomani, entro la settimana si s´insedia di sicuro…»

Ah no! Perché io l´ho detto a loro…ho detto calma ragazzi, stavano entrando con gli striscioni, ho detto si è insediata la commissione…

«E´ una questione…abbiamo ricevuto due giorni fa la risposta di Evans…»

Aspettano che lei lo dica alla cittadinanza…
«Ah!?... Va bene, va bene…»

Lo può anche comunicare adesso.

«Magari domani».

Magari domani - commenta Buono - . Ma il giorno dopo non fu mai data nessuna comunicazione ai cittadini e nemmeno dopo. Questa commissione di scienziati che avrebbe dovuto valutare la pericolosità del rigassificatore in mare di fronte a Livorno, non si è mai insediata.

All´indomani della messa in onda di Report, il clima tra gli ambientalisti labronici e il presidente della Regione si è fatto molto teso. «Martini - chiarisce Volpi - ha fatto il doppio gioco. Dopo aver dato incarico al nostro assessore, Marino Artusa, di istituire la commissione, con la delibera di aprile 2006, ha dato l´ok per il finanziamento della Commissione sulla sicurezza, ma nello stesso tempo ha tolto all´assessore all´ambiente il mandato ad istituirla».

I Verdi adesso chiedono che venga effettuata al più presto. «Dall´ultima volta che è stata affrontata la questione delle Commissione di sicurezza - aggiunge Volpi - sono passati sette mesi. Se Martini ritiene di poter fare il bello e cattivo tempo e concedere autorizzazioni non comprovate da opportune indagini di sicurezza - conclude - sappia che i Verdi non ci stanno».

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