[30/10/2006] Rifiuti

Rifiuti: dallo stato di diritto a quello del rovescio!

ROMA. Operatori pubblici e privati devono avere le stesse opportunità di accesso alle attività di gestione dei rifiuti. Lo ha affermato il Garante della Concorrenza e del Mercato, in merito alla presunta violazione della normativa a tutela che indurrebbero i Comuni territorialmente interessati a privilegiare l’affidamento dei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti a società a capitale interamente pubblico. Secondo il Garante questa raccomandazione contrasta di fatto con la necessità di tutelare e promuovere la concorrenza, e non sarebbe congrua né con la normativa nazionale in materia (Dlgs 152/2006, secondo cui «le competenti autorità di ambito aggiudicano il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani mediante gara disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie»), e neppure quella comunitaria (articoli 82 e 86 trattato Ue, volti a contrastare l´abuso di posizione dominante delle imprese). Le decisioni degli enti locali e della pubblica amministrazione in generale, secondo il Garante, devono rispondere a requisiti di servizio, «indipendentemente dalla titolarità del capitale sociale, in una prospettiva di efficienza ed economicità amministrativa, nel perseguimento del costante miglioramento dei servizi resi alla collettività».

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