[30/10/2006] Urbanistica

Allargamento Ztl Piombino, Legambiente: «Ok, ma si coinvolga la cittadinanza»

PIOMBINO. Il Comune di Piombino ha intenzione di allargare la zona a traffico limitato nel centro storico. Una questione che sta a cuore a Legambiente e che infatti ha subito commentato in modo positivo. L’associazione ha voluto inoltre fare alcune puntualizzazione: «Ricordiamo che sono passati 15 anni da quando è stato ipotizzato dall’amministrazione di allora di allargare ad alcune strade della zona di Marina questa restrittiva organizzazione del traffico. Poi alcune associazioni di categoria e forze politiche hanno protestato e non si è fatto più niente. Anche questa volta, prima ancora di sapere con precisione la regolamentazione di questa Ztl le proteste non sono mancate».

«Non vogliamo – prosegue Legambiente - che sia ripercorsa la vicenda come nel passato, per questo crediamo occorra che questo progetto sia pensato e vissuto non come una cosa solo tecnica di calcolo dei flussi di traffico, del numero di parcheggi e degli orari dei permessi. Occorre che questa giunta dimostri la propria capacità e volontà di amministrare con la partecipazione dei cittadini. La città non è abitata da numeri ma da persone che hanno esigenze diverse che nell’insieme sono complesse, quindi per gestire bene una operazione di allargamento di Ztl occorre ascoltare i problemi che possono esprimere i cittadini e capire le diverse percezioni di questi.
Occorre attivare questa partecipazione prima che sia definito il progetto, altrimenti si avrà l’impressione che la partecipazione sia solo un modo per far digerire alla gente una decisione presa.
Si possono intanto illustrare gli studi e le valutazioni che sono state fatte e intanto ascoltare chi ha da dire delle cose».

«Gli strumenti a disposizione – conclude - non mancano, esiste la Circoscrizione che può essere attivata, per questo occorrerebbe che l’assessorato al decentramento si interessasse ad organizzare delle assemblee pubbliche. Occorre che sia chiaro a tutti che la cosa si costruisce non solo con il consenso ma con il contributo di molti, di chi abita o opera nel quartiere e che quindi conosce aspetti che possono sfuggire al tecnico comunale o all’assessore».

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