[30/10/2006] Consumo

La fame aumenta e gli Ogm non sono il rimedio

ROMA. La Fao ha presentato dati drammatici sulla fame nel mondo che certificano il sostanziale fallimento delle politiche Onu in questo campo, in dieci anni la sottonutrizion doveva essere debellasta e invece la fame avanza colpendo 854 milioni di esseri umani, più di quanti erano nel 1990. Per Col diretti, AcliTerra, Fai-Cisl, Ugc-Cisl e Focsiv è anche la certificazione di un altro fallimento: la rivoluzione verde promessa dai propagandatori degli Ogm: «A nulla serve la diffusione degli Organismi geneticamente modificati – si legge in una nota delle associazioni - che oggi viene tanto sbandierata come soluzione al problema della fame nel mondo» e si rilancia un documento per il diritto al cibo e del diritto all´alimentazione che va in tutt’altra direzione e chiede per tutti i popoli «il diritto a definire le proprie politiche e strategie sostenibili di produzione, distribuzione e consumo di alimenti che garantiscano a loro volta il diritto all’alimentazione per tutta la popolazione, rispettando le singole culture e diversità dei metodi contadini, e garantendo a ogni comunità l’accesso e il controllo delle risorse di base per la produzione, come la terra, l’acqua, il patrimonio genetico e il credito».

E per i miracolosi Ogm le associazioni e i sindacati chiedono di adottare il principio di precauzione, e mettono in guardia i paesi poveri sui rischi di un’apertura delle loro frontiere agli Ogm «finirebbero infatti per divenire dipendenti delle grandi multinazionali che detengono sia la centralità della produzione che della distribuzione; una nuova sorta di colonialismo che vedrebbe i contadini costretti ad acquistare ogni anno le sementi dalle multinazionali a prezzi alti e con raccolti dagli esiti incerti». Ma gli Ogm metterebbero in pericolo non solo l’economia agricola ma la la biodiversità dei Paesi in via di sviluppo, che sono ancora lo scrigno di specie vegetali naturali e coltivate che la diffusione degli Ogm rischierebbe di far scomparire.

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