[30/10/2006] Urbanistica

Sardegna, la tassa sul lusso fa piangere anche i porti?

LIVORNO. A pagina 9 del Giornale di oggi si scopre che la Tassa sul lusso introdotta la scorsa primavera dal presidente della Regione Sardegna Renato Soru si è mangiata il 42% degli approdi turistici dei megayacht. La fonte arriva da Rete dei porti, un consorzio che riunisce una decina di porti turistici sardi. Meno 42% di approdi quindi, - 70% dei ricavi, -700 diportisti di quelli doc, cioè con yacht sopra i 14 metri (tipologia colpita dalla tassa sul lusso, che in verità ha come primo obiettivo le seconde case, ndr).

Del resto è dall’inizio dell’estate che Rete dei Porti e Regione Sardegna si punzecchiano su questi numeri, finendo anche tra le aule giudiziarie: il consorzio alla cui guida c’è il sindaco di Castelsardo (Franco Cuccureddu, Forza Italia) rinfaccia a Soru di aver distrutto l’economia dell’isola facendo scappare i poveri miliardari (magari piangendo!) in Corsica, dall’altra il governatore della Sardegna ha bollato più volte come falsi e inattendibili i dati del consorzio Rete dei porti, che in effetti in Regione non sono mai arrivati.

«Le dichiarazioni ufficiali inviate dai maggiori porti della Sardegna – spiega il portavoce di Soru, Umberto Cocco – rilevano tutte un aumento degli approdi turistici. Questo è un tormentone senza senso, oltretutto marginale, perché la tassa sul lusso mirava alle 400mila seconde case che abbiamo, un numero pari a quello di tutta la Gran Bretagna».

Dalla Regione fanno sapere che il consorzio si è sempre opposto alla richiesta di Soru di verificare i dati in loro possesso. «Dati che guardacaso – continua Cocco – segnano un calo non nei porti della costa Smeralda, ma ad Alghero e Castelsardo, dove i sindaci sono di Forza Italia. E comunque se anche si fosse perso qualche yacht da 14 metri ne abbiamo guadagnati molti di più fra quelli più piccoli».

Peccato per l’ultima frase! Ancora una volta nessuno si pone il dubbio che forse qualche turista in meno potrebbe consentire di alleggerire la pressione antropica sull’ambiente e nello stesso tempo rendere qualitativamente migliore (perché meno affollata) l’offerta turistica del luogo. Nella speranza che almeno parte dei proventi della tassa sul lusso, sia reinvestita da Soru per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici locali, che in Sardegna servono appunto, ai residenti, ma anche ai milioni di turisti che ogni estate la prendono d’assalto.

(nella foto Calagonone, secondo Rete dei porti avrebbe avuto un calo del 60% degli approdi)

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