[27/10/2006] Consumo

Dal produttore al consumatore, la Toscana vara il marchio Filiera corta

TORINO. La Regione Toscana punta alla “filiera corta”, a creare cioè una relazione diretta tra chi produce e chi consuma, senza le intermediazioni che aggravano il costo economico e quello ambiente (in particolare a causa delle emissioni prodotte dai mezzi di trasporto utilizzati per far arrivare le merci da una parte all’altra del mondo).

Il progetto della Regione presentato oggi al salone del gusto di Torino, è definito di ‘filiera corta’ proprio per indicare come i passaggi della catena produttiva saranno ridotti all’essenziale, e prevede lo sviluppo di realtà già esistenti (come i mercati contadini di qualità, i punti di vendita diretta presso cantine, frantoi o caseifici o i Gruppi di acquisto solidale), il varo di iniziative nuove (dalla nascita di ‘spacci’ direttamente gestiti dagli agricoltori alla creazione di nuovi eventi, come ‘regala la Toscana’ in occasione del Natale), ma soprattutto il collegamento di tutti i produttori attraverso un marchio, un’etichetta ‘prezzo chiaro’ per dare infomazioni dettagliate sui costi di produzione e di trasformazione e la stipula di accordi diretti fra produttori locali e altri soggetti (ristoratori, esercizi commerciali, la rete della grande distribuzione).

«Le azioni per la filiera corta – ha spiegato l’assessore Susanna Cenni – vogliono essere un forte impulso a scoprire e a valorizzare lo straordinario patrimonio di qualità e di tipicità offerto dai nostri produttori locali. E’ un progetto che guarda al futuro recuperando anche tradizioni passate: cioè ristabilendo un contatto diretto fra ciò che viene acquistato e chi lo ha prodotto, in modo da creare vantaggi per entrambi».

Il progetto prevede il coinvolgimento, accanto alla Regione, delle agenzie per lo sviluppo agricolo (Arsia) e per la Promozione (Toscana promozione), del sistema degli enti locali, ma anche delle associazioni dei produttori, dei consumatori e dei Gruppi di acquisto solidale. Gli interventi previsti saranno finanziati sia con risorse regionali che con i fondi comunitari del Piano di sviluppo rurale.

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