[26/10/2006] Trasporti

La piattaforma eco-logistica che decongestiona i centri storici

LUCCA. Consegne tempestive in tutti i negozi e gli uffici del centro storico abbattendo l’inquinamento e il congestionamento del traffico: è questo l´obiettivo per cui è nato a Vicenza il primo centro eco-logistico italiano, a cui si ispira fortemente anche il progetto su cui sta lavorando il comune di Lucca, che ne ha afidato la progettazione a Lucense, società consortile per azioni no profit, finalizzata alla promozione dello sviluppo economico della provincia, in particolare attraverso il sostegno all´innovazione e al trasferimento tecnologico.

«Il nostro progetto parte per volontà del comune per evitare la congestione del traffico in città – spiega Stefan Guerra di Lucense – finora le amministrazioni lavoravano sul traffico privato, inserendo ztl e fasce orarie, ma si è lavorato molto meno sulla limitazione delle merci. L’idea, come già avviene a Vicenza, è quella di utilizzare piattaforme di transcarico, molto comuni nella logistica, ma mai applicate alla gestione dei traffici nei centri storici».

La base logistica è già stata individuata: è il centro di smistamento in fase di costruzione a S. Anna, lungo viale Einaudi, a circa un chilometro e mezzo dal centro e vicino al casello dell’autostrada. Lì confluiranno corrieri e autotrasportatori che lasceranno in consegna le loro merci a dei vettori locali, rigorosamente alimentati ad elettricità.

«Il nostro sarà un centro ecologistico – prosegue Guerra – perché i circa 15 mezzi che abbiamo stimato necessari per coprire il traffico di merci in entrata a Lucca, saranno tutti veicoli elettrici, alimentati grazie ai pannelli fotovoltaici con cui ricopriremo il tetto della struttura. Consideri che oggi sono circa 5mila alla settimana i furgoni che transitano nel centro storico di Lucca e che noi toglieremo dalla circolazione».

Le difficoltà non saranno poche: il primo scoglio sarà rendere economicamente sostenibile l’attività: «Il centro sarà strutturato imprenditorialmente – spiega Guerra – cioè dovrà essere in grado autosostenersi economicamente. Le esperienze fatte fino ad oggi in Italia sono un po’ diverse: a Genova una piattaforma del genere è esistita sperimentalmente finché il ministero ha dato i soldi e poi si è conclusa. A Siena invece il servizio si è sviluppato dal basso, con dei corrieri locali che hanno ottenuto la licenza dal Comune e servono però solo alcuni grossi gruppi internazionali».

Un altro elemento da difficoltà è legato al rapporto con i corrieri. «Mentre a Vicenza dal 31 dicembre sarà chiusa l’ultima finestra per i corrieri, che quindi saranno obbligatoriamente costretti ad usare la piattaforma, a Padova il Comune ha sceltop la linea del dialogo: offre il servizio ma non lo rende obbligatorio. Questo comporta diversi problemi perché per esempio molti corrieri internazionali hanno rifiutato l’ipotesi, ritenendo fondamentale la visibilità del marchio. Noi stiamo già parlando con diversi attori per trovare delle soluzioni, fortunatamente il più improtante corriere italiano, Bartolini, si è invece detto felicissimo dell’iniziativa che consente di risparmiare la fatica dell’ultimo miglio».

In effetti anche se il servizio sarà pagato alla piattaforma, la convenienza sta nel tempo: risparmiare gli ingorghi dei centri storici consentirà infatti ai corrieri di liberare risorse.

Il progetto, realizzato anche con contributi europei, prevede l’inizio dell’attività della piattaforma a partire dal 2008. «I primi sei mesi – conclude Stefa Guerra di Lucense - saranno sperimentali e per esempio sarà escluso il trasporto di merce fresca. Poi il sistema entrerà a regime con la gestione affidata a una società probabibilmente individuata con un bando di gara».

(nella foto un corriere ecologico di Vicenza)

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