[23/10/2006] Rifiuti

Cartiera lucchese, la comunicazione ambientale si fa in casa del Wwf

PORCARI (Lucca). A Diecimo, dove Cartiera lucchese sta tentando da tempo di costruire una centrale a biomasse per bruciare i fanghi di cartiera prodotti dalla lavorazione dei maceri per farne carta riciclata, con il Wwf locale così come con altre associazioni, ha sempre trovato un muro di gomma.

Sabato scorso però a Orbetello la stessa Cartiera lucchese era ospite del consiglio nazionale del Wwf, invitata a partecipare – si legge nella nota inviata alla stampa da Lucart “in quanto azienda particolarmente attenta alle tematiche ambientali, per presentare la propria realtà industriale, fare il punto sull’attuale produzione di carta a partire dai maceri e individuare gli sviluppi futuri di questa produzione”.

Nel corso dell’incontro è emerso che l’Italia è al 16° posto in Europa come tasso di utilizzo del macero nella produzione di carta tissue (carta ad uso igienico sanitario), mentre siamo i primi produttori a partire dalla pura cellulosa vergine: un primato che non va sicuramente nella direzione della salvaguardia ambientale.

Tutte le associazioni ambientaliste, tra cui anche il Wwf, spingono da tempo per un crescente ricorso ai maceri nella produzione di carte tissue ad uso igienico sanitario, quelle cioè che una volta utilizzate non sono più recuperabili per produrre nuova carta.

E finalmente durante l’incontro si è parlato anche del problema legato alla produzione e allo smaltimento dei fanghi di cartiera, visto da Lucart “come uno dei problemi che impedisce lo sviluppo di questo settore in Italia”.

I rappresentanti di Cartiera Lucchese hanno espresso il loro rammarico per il fatto che Cartiera Lucchese, che è il principale produttore italiano di carta tissue ecologica (riciclato 100% a partire dai maceri) "rischia di interrompere la produzione in lucchesia perché non riesce a risolvere in maniera economicamente sostenibile questo problema”. Il che tradotto in parole non abbastanza soppesate, significa esattamente quanto ribadito pochi giorni fa: o si fa la centrale a biomasse a Diecimo, oppure l’azienda sarà delocalizzata.

Ma se anche quella sorta di “ricatto occupazionale” poteva essere letto come una “scivolata” nella strategia comunicativa di Lucart, con questa mossa direttamente “a casa” del Wwf, l’azienda lucchese che si affida per la comunicazione all’agenzia milanese Allea, ha pienamente recuperato l’errore e messo a segno un altro punto a suo favore.

“Riguardo alle ultime prese di posizione dei comitati sui giornali – si conclude quindi la nota di Cartiera Lucchese – si riscontra la perdurante ostinazione ai preconcetti e l’ignoranza verso alcuni aspetti fondamentali legati alla produzione industriale e a quella della carta in particolare.
La scelta della centrale a biomasse non è frutto di errori di Cartiera Lucchese ma è la inevitabile conseguenza della produzione della carta a partire dai maceri, come avviene nelle altre cartiere europee.
L’alternativa è quella di non soddisfare la crescente domanda di prodotti ecologici da parte dei consumatori italiani ed utilizzare esclusivamente pura cellulosa, mandando la carta da macero in discarica o negli inceneritori per rifiuti urbani. Ma questa non è la scelta che noi e tutte le principali associazioni ambientaliste ritengono corretta”.

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