[23/10/2006] Rifiuti

Federambiente: bene il decreto correttivo al Testo unico

ROMA. Il presidente di Federambiente Daniele Fortini (Nella Foto), che rappresenta quasi 300 imprese pubbliche che gestiscono il ciclo dei rifiuti in oltre 3.500 comuni italiani, per un totale di circa 37 milioni di cittadini serviti, dà un giudizio quasi opposto a quello che nei giorni scorsi il presidente di Fise Assoambiente Pietro Colucci, aveva dato del secondo decreto correttivo del Testo unico dell’ambiente: «È un importante passo avanti – spiega Fortini - Il nuovo testo risponde a molte delle critiche avanzate da Federambiente e dalle aziende pubbliche italiane. Ora però è indispensabile che ci si doti d’una strategia industriale del sistema paese orientata all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale, un obiettivo non ancora raggiunto e per il quale sollecitiamo l’intervento di governo e Parlamento».

Quali sono i principali elementi di novità del secondo decreto legislativo di modifica del Dlgs 152/06?
«Il nuovo testo comincia a dare risposta all’esigenza di fondare la gestione del ciclo dei rifiuti su princìpi e definizioni chiare e sulla trasparenza, a salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. Mi sembra che tra gli aspetti più rilevanti ci siano la definizione di rifiuto, che torna in linea con le indicazioni comunitarie, e la chiara riaffermazione della piena vigenza di tutte le forme d’affidamento del servizio previsti dal Testo unico sugli enti locali».

Proprio questo è però uno dei punti più controversi, oggetto di pesanti critiche da parte delle imprese private.
«Il decreto fa chiarezza e consente d’aprire finalmente un percorso certo sul breve e sul medio-lungo periodo. È vero che è in corso un dibattito sulle forme d’affidamento dei servizi pubblici locali con cui ci si dovrà confrontare e per il quale confermiamo il nostro sostegno alle politiche di liberalizzazione. Ma siamo convinti che la discussione non può che partire da regole certe, senza aprioristiche penalizzazioni per alcune forme d’affidamento del servizio che, oltre tutto, avrebbero posto agli enti locali reali difficoltà nel garantire il servizio di gestione dei rifiuti per molti cittadini italiani».

Un punto sul quale si sta discutendo è quello dell’assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani. Qual è il giudizio delle imprese pubbliche?
«Finalmente è stata fatta chiarezza ed è stato cancellato quello che secondo noi era un errore che avrebbe sottratto a ogni controllo ingenti quantità di rifiuti, aprendo un ampio varco a ogni genere d’abuso e d’illegalità, e avrebbe determinato un gravissimo rischio di riduzione del gettito per i Comuni e per le imprese sia pubbliche sia private che gestiscono il ciclo dei rifiuti, senza peraltro una contestuale riduzione dei costi, innescando così un pesante e inaccettabile aumento delle tariffe a carico dei cittadini».

Quali saranno i prossimi sviluppi?
«Ritengo che il governo debba continuare a confrontarsi in modo continuo con tutti coloro che operano in questo settore, tenendo sempre presente che noi associamo e rappresentiamo la maggioranza degli operatori del ciclo dei rifiuti, dei Comuni e dei cittadini serviti e raccogliamo e gestiamo i due terzi dei rifiuti urbani prodotti ogni anno in Italia».

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