[20/10/2006] Parchi

Si faranno in Friuli i cinghialodromi che i cacciatori volevano nel parco dell’Arcipelago

LIVORNO. Il presidente della regione Friuli Venezia Giulia ha istituito i cinghialodromi e la Lipu va subito all’attacco: «non capiamo come questa norma si concili con la normativa italiana sul maltrattamento agli animai, ne a quali reali esigenze essa voglia dare risposta – dice Maurizio Rozza, per la Lipu friulana - Più volte Riccardo Illy ha preso pubblicamente posizione, sia in campagna elettorale che durante la sua attività di presidente, contro la crudele, anacronistica ed insensata pratica della caccia con il segugio. L´istituzione di aree in cui ci si possa divertire a far scorrazzare i cani contro i cinghiali sorpassa per crudeltà ed insensatezza ogni precedente provvedimento regionale. Tutte le istituzioni scientifiche affermano che l´unico gestione sensata possibile delle problematiche del cinghiale può essere fatta attraverso provvedimenti di prevenzione ecologica dei danni e mediante gli abbattimenti selettivi».

Ma la decisione di Illy ha un precedente: da anni i cacciatori elbani chiedono che i cinghiali catturati dal parco nazionale non vengano venduti ad aziende venatorie del continente ma confinati proprio in un cinghialodromo, un’area recintata dove i cacciatori possano abbattere comodamente i suini catturati. Una proposta che prevede la costruzione del cinghialodromo all’interno del parco nazionale e mai accolta perché violerebbe diversi articoli della legge 394 sulle aree protette e della 157 sulla caccia e gli stessi piani r calendari regionali e provinciali.

La decisione del Friuli apre nuovamente la discussione sulla pronta caccia (fauna “domesticata”, numerosa e disponibile per gli abbattimenti) e soprattutto sulla caccia vagante al cinghiale che, secondo la Lipu, «provoca spesso una atomizzazione dei gruppi di cinghiale, una loro maggiore mobilità ed elusività ed un aumento degli attacchi alle colture agricole. Il Friuli Venezia Giulia, emblema internazionale della buona gestione venatoria negli anni 70, continua inesorabilmente la sua corsa indietro».

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