[20/10/2006] Aria

L’Ue chiede all’Italia di mettere il superbollo per i Suv in finanziaria

ROMA. Mentre il governo fa marcia indietro sul superbollo sui Suv (sport utility vehicles) il commissario all’energia dell’Unione Europea, Andris Piebalgs, invita l’Italia ad introdurre nelle legge finanziaria proprio la tassa sui Suv, una misura già più volte caldeggiata dall’Ue nei sui documenti su ambiente, trasporti e mobilità urbana.

Sui Suv già molte città europee hanno messo limiti di ingresso alle città, pedaggi e tasse ed anche in america, a causa dei costi del petrolio, il mercato delle auto di grandi dimensioni e grandi consumi è in crisi.

Le parole di Andris Piebalgs sono condivise da Roberto della Seta: «il fatto che anche la Ue incoraggi l’Italia a tassare con forza i Suv - dice il presidente di Legambiente - è l’autorevole conferma del principio sostenuto da tempo da Legambiente secondo il quale chi più inquina più paga. E’ ovvio che non si può vietare l’uso di un’auto piuttosto che un’altra, ma è senza dubbio legittimo che lo Stato incentivi l’acquisto e l’uso di veicoli meno inquinanti usando la leva fiscale. Il bollo maggiorato oltre che una risorsa aggiuntiva per le finanze pubbliche è un favore fatto alla salute e la sicurezza dei cittadini».

Quindi la norma sui Suv non va cancellata dalla Finanziaria 2007?
«Il superbollo c’è e deve restare – dice Della Seta – magari può essere migliorato seguendo un criterio progressivo che incentivi le motorizzazioni meno inquinanti e penalizzi le auto che producono più smog, che occupano più spazio, che consumano più carburante».

Legambiente sta preparando una proposta per la revisione della fiscalità automobilistica che considererà i diversi elementi che contribuiscono a definire l’impatto ambientale di un veicolo: emissioni inquinanti, consumi di carburante, dimensioni e potenza.

«Fino ad oggi – conclude il presidente di Legambiente – si è parlato di inquinamento legato al traffico pensando solo a smog e rumore. Dobbiamo invece cominciare a ragionare seriamente su un’altra tipologia di inquinamento, quella dell’occupazione degli spazi. Sarebbe una scelta di buon senso, raggiungibile anche attraverso meccanismi incentivanti e disincentivanti, riuscire a orientare la produzione e il mercato affinché la mobilità urbana sia più attenta alle ragioni dell’ambiente».

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