[20/10/2006] Rifiuti

Meneguzzo (Cnr): Ecco perché il dissociatore molecolare non è un gassificatore

CAPANNORI (Lucca). La dissociazione molecolare può mettere fine all’incenerimento? La risposta dei Verdi è sì e cercheranno di argomentarla domani a villa Mazzarosa di Segromigno (provincia di Lucca) nel corso del convegno promosso da Alerr foundation, l’agenzia energetica della provincia e dall’associazione Ecquologia, con il patrocinio del comune di Capannori.

Tra i relatori Francesco Meneguzzo (nella foto), ricercatore dell´istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr) di Firenze, al quale, dopo le sue doverose premesse (priorità assoluta alla riduzione a monte dei rifiuti e massimilizzazione delle raccolte differenziate) chiediamo di spiegarci cos’è il dissociatore molecolare (quello che fino a qualche settimana fa era definito gassificatore, ndr).

«La dissociazione molecolare risolve i problemi che hanno oggi gli inceneritori abbattendo in modo considerevole sia gli impatti sanitari che quelli ambientali. Dal punto di vista del recupero di materia è importante perché i materiali non carboniosi cioè non dissociabili rimangono inalterati per cui è possibile con un procedimento meccanico estrarre per esempio vetro e metalli. L’impianto è inoltre in grado di lavorare il 97% della materia cosicché il residuo finale si aggira intorno al 3% invece che al 20-30% dell’inceneritore (questo è vero bruciando il tal quale, bruciando cdr se ne produce il 7-10%, ndr). Altro vantaggio è la possibilità di trattare il tal quale, cosicché è possibile saltare il passaggio dall’impianto del Cdr (che invece negli inceneritori garantisce l´uniformità delle emissioni, ndr) e infine il gas ha un impiego molto flessibile, perché bruciandolo ha la stessa efficienza energetica di un inceneritore, ma è possibile utilizzarlo anche per l’alimentazione di motori oppure avviato al reforming dell’idrogeno, con efficienza molto superiore».

Qual è la differenza tra un dissociatore molecolare e un gassificatore, che è il nome con il quale la ditta Energo, a cui vi siete rivolti, continua a definire i propri impianti?
«Rispetto ai gassificatori il dissociatore non utilizza altri combustibili, eccetto che nel quarto d’ora in cui viene portato a temperatura. E quindi non essendoci bisogno per esempio di metano per mantenere in temperatura il sistema, mancano le emissioni in atmosfera di questi combustibili».

Qualche decennio fa la battaglia ecologista riuscì a innalzare le temperature degli inceneritori perché fu dimostrato che maggiore era la temperatura e minore era l’emissione di diossine: Il dissociatore molecolare che temperature raggiunge?
«E’ vero, la diossina viene emessa soprattutto dai 400 agli 800 gradi e per questo gli inceneritori furono portati intorno ai 1200. Il dissociatore molecolare invece, fermandosi sotto i 400 gradi, non emette diossine. Quindi il problema non esiste, anche perché l’ambiente in cui lavora il dissociatore è povero di ossigeno (in realtà nel sito della società proponente, vedi link sotto, c´è un grafico comparato a pagina 9 che dimostra una minore emissione di diossine, non l´assenza, ndr)».

E per quanto riguarda le nanopolveri? Secondo il professor Montanari, che come voi si batte contro gli inceneritori, qualsiasi processo di combustione, anche una sigaretta, emette nanopolveri.
«La condizione che presiede alla emissione di nanoparticelle è la turbolenza estrema che avviene nella combustione. Nel caso del dissociatore la combustione non è violenta ma controllata, quindi le nanopolveri, che eventualmente possono essere prodotte nella fase successiva, quella della combustione del singas, hanno valori bassissimi, ben più bassi di quelli del metano, che pure è considerato un combustibile pulito».

Il convegno inizia alle 9,30 presiede il sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro.
Intervengono: Marino Artusa
Assessore all´Ambiente Regione Toscana
Eugenio Baronti
Assessore all´Ambiente Comune di Capannori
Maura Cavallaro
Assessore all´Ambiente Provincia di Lucca
Francesco Francisci
Forum Ambientalista Toscano
Francesco Meneguzzo
Ricercatore Cnr
Carlo Pierotti
Presidente Ascit
Fabio Roggiolani
Presidente Commissione Sanità Regione Toscana
Alberto Zucchelli
Energo srl

Coordina i lavori
Claudio Orsi

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