[20/10/2006] Comunicati

Legge sui servizi pubblici, la base resta il documento preliminare

FIRENZE. Il documento preliminare alla legge regionale sui servizi pubblici elaborato dall’assessore regionale Agostino Fragai (nella foto) è stato al centro di un incontro con la giunta esecutiva di Cispel Confservizi, che ha così potuto confrontarsi anche con la proposta alternativa giunta dai sindaci, di creare una holding finanziaria di carattere regionale, sparagliando di fatto le ipotesi messe in campo fino ad ora con la soluzione delle tre macroaree, una sorta di super-Ato in cui suddividere la Toscana. Nessuno è voluto entrare nel merito dell’idea dei sindaci, portata avanti soprattutto da Domenici e Fontanelli, ma per esempio Fragai ha ricordato «che è ormai partita con la comunicazione in consiglio regionale del ‘documento preliminare’, e anche se non va sottovalutata la difficoltà di definire un quadro normativo regionale in un contesto nazionale in continuo movimento, la legge potrebbe arrivare a conclusione entro i primi mesi del 2007». Fragai ha quindi ricordato le complicazioni derivate dell’avvio della delega al governo per il riordino dei servizi pubblici locali e del nuovo Codice delle autonomie, «rispetto al quale rimane la contrarietà delle Regioni per un testo che riteniamo troppo centralistico».

Per quanto riguarda Cispel, il presidente Alfredo De Girolamo ha invece sintetizzato le tre richieste centrali del sistema delle imprese pubbliche locali a Regione e governo: «Occorrono innanzitutto regole semplici, coerenti e chiare e autorità di regolazione autorevoli; sostegno alle politiche industriali nel settore per la creazione di una “industria toscana dei servizi”; certezza degli affidamenti fatti in Toscana, rispettosi dei criteri di concorrenza, soprattutto nel settore idrico».
A conclusione dell’incontro, l’assessore ha affermato che il processo di ‘liberalizzazione’ di questi settori deve essere portato avanti. Quanto al settore idrico, Fragai ha rivendicato come il ‘modello toscano’ continui ad essere il più avanzato in Italia, «in linea con la strategia della gestione pubblica prevista dalla delega al governo, ma rispettoso anche dei processi di una ragionevole apertura al mercato».

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