[18/10/2006] Rifiuti

«Ma da noi nessun ricatto occupazionale»

LUCCA. Non un «ricatto occupazionale» ma una «risposta oggettiva alla realtà dei fatti». Non usa mezzi termini Cartiera lucchese per rispondere alle accuse che gli sono state rivolte in questi giorni dai comitati: «Dopo quattro anni di incertezze, opposizioni e costi sempre più onerosi – si legge in una nota inviata alla stampa - se non si potrà trovare in tempi brevi una soluzione al problema dei fanghi, l’unica soluzione che rimane all’azienda è quella di delocalizzare la produzione della carta a partire dai maceri».

E secondo Cartiera Luchhese è «una realtà oggettiva» anche il fatto che «le soluzioni alternative prospettate nel corso delle riunioni del Forum non siano perseguibili economicamente».

Da un punto di vista strettamente ambientale Cartiera Lucchese ribadisce poi che la tipologia di impianti proposta «è quella che garantisce migliori risultati: impatto ambientale basso, emissioni in atmosfera contenute, riduzione delle emissioni di CO2, recupero e riciclo completo della carta con utilizzo finale delle ceneri nei cementifici».

La nota stampa dell’azienda interviene poi sulla Valutazione di impatto ambientale, «che è l’unica procedura ufficiale a garanzia di tutti affinché si possa finalmente conoscere la qualità reale dell´aria e della salute dei cittadini delle zone limitrofe allo stabilimento di Diecimo, e del reale impatto ambientale complessivo dell’impianto» ma ricorda anche Cartiera Lucchese si era detta disponibile a ulteriori indagini sulla qualità dell’aria nella zona, «mettendo a disposizione le proprie centraline alla Provincia e all’Arpat di Lucca, e a finanziare un’indagine approfondita sulla salute degli abitanti della zona fatta sulla base di un progetto elaborato dalla Asl, e che proprio i comitati e coloro che si oppongono all’impianto in maniera pregiudiziale hanno bocciato tali supplementi di indagine».

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