[17/10/2006] Consumo

Dopo i trucioli nel vino arriva l’olio d’oliva miscelato

ROMA. Nei giorni scorsi il ministero delle politiche agricole italiano ha convocato le organizzazioni degli agricoltori italiani per discutere la norma comunitaria che autorizzerebbe la miscelazione dell’olio di oliva con altri oli di minore qualità. Dopo i trucioli nel vino si andrebbe così ad intervenire su un altro dei prodotti simbolo dell’agricoltura mediterranea e italiana.

Non usa mezzi termini il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni, per il quale si tratta di «miscele che ingannano i consumatori e danneggiano gli imprenditori agricoli nazionali, mette in grave pericolo la credibilità del made in Italy nel mondo e apre le porte alle truffe. L’effetto per i consumatori – dice il presidente di Coldiretti - sarebbe l’arrivo sugli scaffali dei supermercati di olio di oliva mischiato con quelli di semi o di palma secondo una alchimia di laboratorio che legalizza di fatto quelle truffe contro cui sono impegnati oggi le forze di polizia, secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ispettorato repressioni frodi».

«Una norma che quindi - afferma Bedoni - è in evidente contraddizione con l’esigenza di dare trasparenza al mercato dell’olio d’oliva, in una fase di espansione dei consumi in Italia e all’estero. Un settore simbolo del made in Italy per i suoi effetti sulla salute, con la dieta mediterranea, a difesa del quale occorre invece intervenire attraverso l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine del prodotto e l’attuazione di un piano di controlli mirato ed efficace».

Su questi temi la Coldiretti ha addirittura raccolto un milione di firme per l’attuazione l´attuazione della legge 204/2004, che prevede l´obbligo di mettere in etichetta la provenienza delle olive per impedire che venga spacciato come italiano olio prodotto con olive tunisine o spagnole.

Quindi la proposta Ue costituisce per Coldiretti «una situazione inaccettabile che toglie spazio di mercato alla produzione nazionale perché sfrutta l´immagine positiva di un territorio e di uno stile ineguagliabili a vantaggio di alimenti che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo».

L´Italia, con una produzione media annua che supera le 600.000 tonnellate di olio e 250 milioni di olivi, è seconda in Europa per produzione di olio di oliva, con circa 400.000 tonnellate di extravergine e 37 Dop di olio riconosciute dall´Ue ed un valore economico dell’olio italiano che si aggira intorno ai 2 miliardi di Euro e con un indotto lavorativo ed industriale ampio e ramificato ed una crescita dei consumi di qualità e del biologico ed una importazione di olio fino a 480mila tonnellate dagli altri paesi mediterranei ed una esportazione verso paesi europei ed extraeuropei di 300-350mila tonnellate.

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