[13/10/2006] Parchi

Caccia e Zps, il governo non decide

PARMA. L’11 ottobre si è tenuto al ministero delle politiche agricole su caccia e Zone di protezione speciale e il ministro De Castro avrebbe confermato che l’ormai noto decreto 251 non verrà convertito in legge entro la scadenza ultima del 18 ottobre. La lipu parte da qui per una durissima presa di posizione: «Prendiamo atto con rammarico del naufragio del decreto – dice il direttore Lipu Claudio Celada - e intanto evidenziamo la sua prima, immediata conseguenza: i siti di Rete Natura 2000 vengono ricompresi nel contesto della Legge 394 del 1991, che li salvaguarderà fino alla previsione di quelle misure di conservazione che tuttavia non dovranno risultare meno stringenti di queste. Dunque, per fare un esempio, non basteranno misure regionali deboli, magari previste con semplice delibera e solo per raggirare il divieto assoluto di caccia. O le regole saranno serie, rigorose, adeguate o la loro valenza, come ci hanno detto TAR e Consiglio di Stato, sarà di fatto nulla».

Quindi per gli ambientalisti si tornerebbe alla precedente situazione creata con i provvedimenti del governo Berlusconi e «le Zone di protezione speciale e i Siti di importanza comunitaria tornano ad essere aree protette a tutti gli effetti e dunque per esse valgono le misure previste dalla legge 394. Nessuna regola che sia meno incisiva di quelle, come ci dicono le ordinanze dei tribunali, può sostituirsi ad esse. Quindi, per cominciare, immediata sospensione della caccia in tutti i Sic e le Zps e, laddove i piani faunistici e i calendari venatori non prevedano la tutela di queste aree, sospensione dell’intera attività venatoria. Governo e regioni diano precise indicazioni su questo punto che, ricordiamolo, implica aspetti penali».

Per la Lipu si è sprecata l’occasione del decreto 251 e così si riaprono le porte delle procedure di infrazione dell’Unione Europea, delle sanzioni e della perdita dei finanziamenti europei per l’agricoltura e la biodiversità. Per la Lipu si evidenzia così, passando dal pasticcio del centro-destra al non decidere di quello di centro-sinistra, «il deficit italiano sulle tematiche naturalistiche, che ad oggi appare molto serio, altre procedure e condanne si aggiungeranno e, soprattutto, altri danni irreparabili saranno arrecati al patrimonio naturale»

Di grande delusione, sorpresa e incredulità parla anche Danilo Selvaggi, responsabile rapporti Istituzionali della Lipu: «si è inteso fiaccare le valenze del decreto, che già dalla Commissione Agricoltura della Camera era uscito debolissimo e che a fine percorso parlamentare sarebbe risultato irriconoscibile. L’incredulità sta anche nel fatto che il decreto mirava a riempire debolezze o vuoti legislativi, come quello su Rete Natura 2000, e a sanare la gravissima situazione italiana sulla caccia in deroga. Su quest’ultimo punto, neanche è valso il rischio concreto di una multa miliardaria da parte dell’Unione Europea – sottolinea Selvaggi - che, a meno di un intervento in extremis del governo, arriverà e graverà su agricoltori e cittadini italiani, chiamati a pagare il dolo di cacciatori e amministrazioni consenzienti».

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