[13/10/2006] Aria

Pecoraro Scanio: «Su Kyoto procedura di infrazione annunciata»

ROMA. Mentre arriva la procedura di infrazione europea per Kyoto, il ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio cerca di spiegare cosa sta succedendo dopo che, accantonato il critiocatissimo (anche dalla Ue) piano presentato dal governo Berlusconi, il governo ne sta mettendo a punto un altro che riduce la quantità di permessi di inquinare per chi produce energia elettrica e per il settore petrolifero, circa 1200 imprese italiane che devono applicare la direttiva europea rispettando le quote di emissioni per 5 anni, oppure acquistare sul mercato i permessi di inquinare ad un prezzo che attualmente per il Kyoto Club è stimato in 12,45 euro per tonnellata di Co2.

«Si tratta di un´infrazione annunciata ma non per questo meno grave - ha detto il ministro dell´ambiente - La scadenza indicata inizialmente dalla Commissione era il 30 giugno 2006, ma l´Italia insieme ad altri sette Paesi Ue non ha rispettato tale termine per consegnare il piano».

Eppure il piano sarebbe pronto da due mesi, e allora cosa è che blocca il via libera del governo? «Il Piano italiano – spiega Pecoraro - è pronto da due mesi ma manca il via libera, per il necessario concerto, da parte del ministero dello Sviluppo economico. Oggi ne ho parlato con il ministro Bersani. Gli ho chiesto di intervenire direttamente per sbloccare il Piano. Mi auguro che nelle prossime ore si riesca a trovare un accordo».

Eppure si tratta di affrontare un ritardo che rischia di diventare incolmabile: con un aumento del del 12% di emissione di gas serra rispetto al 1990. il nostro paese avrebbe invece dovuto diminuire le emissioni ed ora ci separa dal raggiungimento dell’obiettivo di Kyoto ben 97,32 MtCO2eq annue.

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