[12/10/2006] Comunicati

Consiglio dei ministri, stamani l´ok al decreto correttivo del codice ambientale

ROMA. Dopo alcuni rinvii delle settimane scorse, è stato approvato questa mattina in consiglio dei ministri il secondo decreto legislativo correttivo del codice ambientale. Il testo approvato interviene modificando il Dlgs.152/2006 sulle parti che richiedono la necessità di rispondere ai numerosi provvedimenti d’infrazione da parte dell’Unione europea. In particolare il decreto correttivo interviene su alcuni punti nevralgici che riguardano il recupero dei rifiuti, le definizioni, i campi di applicazione, i sottoprodotti, le terre e rocce da scavo e i rottami ferrosi, che tornano ad essere ricompresi tra i rifiuti.

E il recupero dei rifiuti torna ad essere uno dei passaggi nella strategia delle cosiddette 4R e le materie prime seconde (non più sottoprodotti) sono materiali che rientrano nelle categorie assoggettate alle norme del recupero, che a loro volta rientrano a tutti gli effetti nella disciplina della gestione dei rifiuti. Nessuna modifica quindi rispetto a quanto anticipato nei giorni scorsi dai quotidiani?

Lo chiediamo a Sauro Turroni (nella foto), che guida la commissione nominata dal ministro Pecoraro Scanio per riscrivere l’intero Codice Ambientale. «Il testo del secondo decreto legislativo correttivo del Codice ambientale è stato approvato senza alcuna modifica. Questo mi ha detto il Ministro».

E adesso vedremo quale sarà l’esito del previsto passaggio dalla Conferenza Stato-Regioni e dalle Commissioni parlamentari competenti.

«Accogliamo positivamente l’approvazione delle modifiche al testo unico sull´Ambiente varate oggi dal consiglio dei ministri. Si tratta di un passo avanti obbligato per rimediare i danni prodotti dal precedente governo di centrodestra»: questo il commento dell’esecutivo nazionale di Sinistra Ecologista.

«Attendiamo di conoscere meglio i contenuti presenti nel decreto – continuano i responsabili di Sinistra Ecologista – per elaborare una valutazione più compiuta. E’ ora necessario aprire rapidamente la fase di riscrittura dell’intero decreto delegato, per dotare il nostro paese di una legislatura in materia efficace ed in linea con quella dell’Unione europea, coinvolgendo pienamente Regioni ed enti locali, associazioni, imprese ed organizzazioni sindacali ed operatori».

Il provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri, ha sottolineato il ministro dell´Ambiente, Pecoraro Scanio, recepisce molte delle osservazioni già avanzate dalle Commissioni parlamentari e dalla Conferenza unificata in sede di parere del primo provvedimento correttivo approvato lo scorso agosto.

«La modifica del codice ambientale - ha detto ancora Pecoraro Scanio - era uno degli impegni del programma di coalizione. Siamo intervenuti riposizionando la normativa italiana in modo più rigoroso» anche in funzione delle normative comunitarie «al fine di risolvere le infrazioni aperte nei confronti dell´Italia».

Da parte del Governo, ha ancora sottolineato il ministro, «c´e´ un atto di rispetto alle richieste delle Commissioni e della Conferenza unificata». E per il futuro «c´e´ la facolta´ e la volonta´ da parte del Governo di accogliere quelli che sono dei miglioramenti», ha sottolineato Pecoraro.

Nel decreto legislativo oltre alla nozione di rifiuto e alla disciplina degli scarichi, si fissa anche la ricostituzione del Comitato di vigilanza sulle risorse idriche e dell´Osservatorio nazionale dei rifiuti. Norme ad hoc sono previste per rilanciare la raccolta differenziata. Ora il provvedimento passa al vaglio delle Commissioni parlamentari e della Conferenza unificata.

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