[11/10/2006] Aria

Altroconsumo disegna la mappa del radon in Italia

ROMA. Un´indagine elaborata dall´associazione Altroconsumo fa il punto sulla presenza in Italia di radon, il gas naturale radiattivo e cancerogeno, dannoso per la salute umana e seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo.
Secondo un primo bilancio, su un totale di 2.543 adesioni in tutta Italia, 245 - circa il 10% - hanno registrato valori superiori a 400 Bq/mc (Becquerel al metro cubo) che è la soglia oltre la quale è consigliato un intervento di bonifica sulle abitazioni, secondo una raccomandazione dell´Unione europea.

I luoghi più a rischio, secondo quanto riferito da Altroconsumo, risultano in Lombardia, Friuli, Campania, Lazio e Piemonte. Le province con i valori registrati più elevati: Salerno, Roma, Viterbo, Latina e Biella. Il problema non è confinato a poche zone del Paese: nel complesso il valore-soglia è stato superato almeno una volta in 12 regioni su 20 e nel 38% delle 101 province.

La campagna di rilevazione del radon condotta da Altroconsumo, è partita quattro anni fa. «Ancora oggi - afferma Altroconsumo - i danni alla salute causati da questo gas sono ignorati, non vi sono campagne informative né politiche di prevenzione, con attenzione all´utilizzo dei materiali e alle tecniche di costruzione abitativa. La legge in vigore è limitata solo ai luoghi di lavoro, mentre è proprio nelle abitazioni private che soggiornano più a lungo anziani e bambini, individui la cui salute è più vulnerabile».

L´associazione di consumatori chiede «che sia istituita una mappatura aggiornata del territorio per monitorare la presenza del gas cancerogeno». In effetti un piano nazionale sul tema esiste e proprio sulla base di questo, in Toscana è stata avviata poche settimane fa la mappatura che nel giro di due anni dovrebbe disegnare con precisione la presenza di questo gas nel territorio regionale, che pure non è tra le zone considerate più a rischio. La mappatura costerà alla Regione complessivamente 540mila euro, finanziati in parti uguali dall’assessorato all’ambiente e da quello alla salute.

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