[11/10/2006] Comunicati

Audizione Anci in commissione ambiente sulla legge delega

ROMA. L’associazione dei comuni italiani (Anci) ha incontrato la commissione Ambiente della Camera per discutere di tutte le problematiche derivanti dall’attuazione della legge delega sull’ambiente, che proprio nei prossimi giorni sarà interessata dal primo decreto correttivo definitivo.
A quel punto l’Anci ha già annunciato che aprirà un confronto serrato sulla base del documento consegnato ieri a Ermete Realacci (nella foto), presidente della commissione ambiente e lavori pubblici.

In particolare l’Anci sottolinea diversi elementi di preoccupazione, a partire dall’eliminazione del diritto di privativa: con il nuovo provvedimento i comuni perdono la titolarità e la competenza gestionale dei rifiuti e del servizio idrico integrato che viene trasferita all’Ato (ambito territoriale ottimale) senza un chiaro indirizzo sul ruolo dei comuni; la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani: che creerà, se non modificata, una caduta di gettito per i comuni.

Preoccupazione anche per quanto riguarda l’assimilazione dei rifiuti speciali e urbani, ai fini della raccolta e smaltimento rifiuti che rischia di generare una perdita consistente del gettito per i comuni anche perché non si riescono a controllare i flussi e perché si teme che per le utenze non domestiche oltre i 250mq la tariffa non sia più dovuta; la raccolta differenziata: l’attuale formulazione va contro il decreto Ronchi, i comuni sono esclusi del tutto dalla gestione e dalla raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio.

Secondo l’Anci c’è poi il rischio di un trasferimento a titolo gratuito degli impianti e di altre dotazioni patrimoniali di proprietà degli enti locali in quanto la norma prevede che questi siano dati in comodato ai soggetti affidatari del servizio. Le gare, scelte come modalità unica di affidamento del servizio, limita l’autonomia dei Comuni. Per quanto riguarda il servizio integrato, le osservazioni dell’Anci riguardano il trasferimento delle competenze di programmazione e gestione del servizio idrico che vengono trasferite dagli Enti locali agli Ato, le modalità di affidamento del servizio, l’istituzione di una nuova Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, la dotazione dei soggetti gestori del servizio idrico integrato, le gestioni esistenti.

Infine sulla difesa del suolo, di tutela delle acque e della gestione delle risorse idriche, l’Anci osserva che in alcuni punti, lo schema di decreto “invade” le competenze locali attribuendosi poteri sostitutivi su argomenti di pertinenza degli Enti locali.

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