[11/10/2006] Urbanistica

Finanziaria: un articolo sul dragaggio stravolge le procedure per ampliare i porti

PIOMBINO (Livorno). Un articolo di un collegato alla finanziaria 2007 permetterà l’attività di dragaggio nei porti (Piombino, La Spezia, Marghera, Taranto, Brindisi, ecc.) che rientrano nei siti di interesse nazionale da bonificare. Così spetterebbe al ministero delle infrastrutture, e non più a quello dell’ambiente, l’approvazione dei progetti di dragaggio, con due conferenze dei servizi (Cds) separate: una per i dragaggi a mare di competenza del dicastero delle Infrastrutture, l’altra per l’inquinamento a terra sotto il controllo del ministero dell’ambiente.

L’articolo al collegato della finanziaria fa si che la conferenza dei servizi delle Infrastrutture possa approvare il progetto di dragaggio dei sedimenti inquinati, senza aspettare nemmeno che la Cds all’ambiente approvi il progetto preliminare di bonifica di tutto il sito, sia a mare che a terra.

La cosa non va assolutamente bene a Legambiente: «è un iter un po’ troppo disinvolto – dice il presidente nazionale Roberto Della Seta - che stravolge la procedura di dragaggio dei porti senza considerare l’intervento di bonifica complessivo, con l’unico obiettivo di accelerare l’ampliamento delle aree portuali stesse. Se il dl venisse approvato così, i progetti che riguardano i porti “inquinati” inseriti nel programma nazionale di bonifica del ministero dell’Ambiente, avrebbero una corsia preferenziale rispetto all’iter di bonifica di tutto il sito inquinato, che prevede una valutazione dell’area a mare insieme all’area a terra».

E Della Seta rincara la dose, evidentemente rivolto a Di Pietro, che pare l’ispiratore del provvedimento e che si è recentemente di distinto per attacchi alle posizioni degli ambientalisti su Tav, Mose e grandi opere in generale. «Una stravaganza procedurale, visto che verrebbe affrontato l’inquinamento della stessa località, in due sedi separate – dice il presidente di Legambiente - Insomma si dragano i sedimenti inquinati, senza aver prima capito come intervenire su tutta l’area inquinata e soprattutto senza aver compreso qual’è la fonte dell’inquinamento da terra e se ancora attiva. Con l’unico obiettivo di fare in fretta i dragaggi per ampliare le attività portuali senza paletti ambientali».

E Legambiente fa sua la proposta del ministro Pecoraro Scanio: «inserire la procedura di valutazione di impatto ambientale (Via) nei progetti di dragaggio in siti particolarmente sensibili come La Spezia».

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