[10/10/2006] Parchi

Parco dell’Arcipelago: De Castro nomina Ginanneschi nel direttivo

PORTOFERRAIO. Il ministro delle politiche agricole ha nominato il suo rappresentante nel direttivo del parco nazionale dell’Arcipelago Toscano. La scelta di De Castro è ricaduta su Mauro Ginanneschi, già assessore regionale al territorio e urbanistica e poi alla presidenza, concertazione, intesa istituzionale di programma e patti territoriali, protezione civile e con delega alle attività economiche e produttive.
De Castro ha evidentemente scelto un uomo dei Ds gradito a regione Toscana e provincia di Grosseto, sembrano così deluse le speranze di chi, all’Elba, credeva che da parte del ministro dell’agricoltura si scegliesse un rappresentante dell’isola del Giglio, cosa che avrebbe reso più facile l’accordo per la nomina dei cinque rappresentanti della Comunità del parco (comuni, Comunità montana, province, regione). Rimangono i due rappresentanti del ministero dell’ambiente, ma difficilmente Pecoraro Scanio nominerà altri amministratori vicini ai Ds, più probabilmente sceglierà “tecnici” di area per rafforzare il presidente Mario Tozzi sul versante ambientalista. Intanto, ancora una volta, la Comunità del parco non è stata in grado di nominare i suoi cinque rappresentanti e la riunione è stata rinviata a data da destinarsi.

Il centro-sinista, pur con i mal di pancia del Giglio, aveva proposto 4 elbani: il sindaco di Rio nell’Elba Catalina Schezzini (Ds), l’assessore all’ambiente del comune di Capoliveri, Milena Briano (Ds); l’attuale presidente della Comunità del parco, Pietro Paolo d’Errico (vicino alla Margherita) e Luigi Pieri, segretario dello Sdi elbano. Ma il centro-destra proponeva come suo rappresentante l’ex commissario del parco Ruggero Barbetti (An), sembra ancora una volta molto sostenuto dell’exministro Matteoli, e su questo si andava alla rottura, con il comune di Capraia, pure retto da una lista civica di centro-destra, che partecipava ad una riunione sul da farsi indetta dalle amministrazioni di centro-sinistra.

Ma l’Ulivo non se la sentiva di assumersi l’onere di andare al voto da solo e con la possibilità di nominare Capraia. Da qui il nuovo stallo e il nuovo rinvio e con la prospettiva concreta che, espletata la pratica delle nomine ministeriali, il direttivo del parco possa riunirsi, visto che la maggioranza ci sarebbe, senza i rappresentati degli enti locali.

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