[09/10/2006] Urbanistica

Il sindaco di Piombino: «Nuove funzioni per l´area della centrale di Tor del Sale»

PIOMBINO (Livorno). Novità in vista (forse) per Piombino e per il progetto Galsi, il metanodotto di 1400 chilometri che trasporterà 10 miliardi di metri cubi di gas partendo dai giacimenti di Hassi R’mel, fino ad arrivare in Sardegna, vicino a Cagliari, per proseguire ad Olbia. Da qua un altro tratto di tubazioni sottomarine di 220 km dovrebbe arrivare a Piombino per essere distribuito nella Penisola.

Il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani infatti, incontrerà oggi e domani i ministri algerini delle Finanze Mourad Medelci, per la Piccola e media impresa Mustafa Benbada e Chakib Khelil, ministro dell´energia e delle miniere. All’ordine del giorno le prospettive che si aprono dopo il recente accordo russo-algerino, a partire dal rischio di un «cartello del gas» fra i maggiori fornitori dell´Italia e il rilancio del gasdotto .

«Sinceramente non ero al corrente dell’incontro – dice il sindaco di Piombino Gianni Anselmi – ma mi auguro che porti le novità che attendevamo da tempo. Il progetto Galsi è sempre stato visto con favore da noi e dalla stessa Regione sia per l’importanza nazionale di diversificazione delle fonti, sia per i riflessi che può avere a livello locale».

Che tipo di riflessi?
«E’ prematuro parlarne, ma è chiaro che potrebbero essere siglati accordi vantaggiosi anche per il territorio, se il progetto prende davvero piede».

Pensa alla riconversione a metano della centrale Enel di Tor del Sale?
«Quella è una delle ipotesi che andranno verificate. In consiglio comunale ci siamo impegnati affinché sia esclusa qualsiasi riconversione che abbia un impatto ambientale maggiore rispetto alla situazione attuale, e siccome il metano è meno inquinante l’ipotesi da questo punto di vista è assolutamente valida. Anche se per quanto mi riguarda ritengo che sarebbe meglio se pensassimo a soluzioni in grado di integrare meglio la centrale con l’area della costa».

Cioè pensa a una dismissione della centrale Enel?
«Diciamo che accanto all’ipotesi della riconversione a metano, secondo me dovremmo porci anche la questione paesaggistica e ambientale. Dovremmo considerare con altrettanta forza l’ipotesi di funzioni alternative di quell’area».

Nell’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale (senza i voti di Verdi e Rifondazione), ribadite il no all’ipotesi di riportare il carbone nella centrale, ma il vostro no si ferma a Tor del Sale. Perché non avete detto no più in generale ad ogni eventuale ipotesi di centrale a carbone, anche ex novo?
«Perché se lo avessimo fatto avremmo violato l’articolo 5 della Costituzione (ma allora anche il referendum del 1986 in cui la città di Piombino disse no al carbone, avrebbe dovuto violare la Costituzione, ndr). In un eventuale scenario del genere il Comune potrebbe soltanto partecipare alla discussione, ma la scelta dovrebbe essere fatta in altre sedi, tra Stato e Regione. Comunque questa è solo un’illazione giornalistica, non esiste alcun ipotesi del genere e anzi il nostro comune sta portando avanti sul tema dell’energia una riflessione molto più ampia, che include il progetto Galsi, ma anche il regolamento edilizio, la riduzione dei consumi, e l’efficienza energetica».

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