[09/10/2006] Consumo

Arriva il Reach! Forse. E in Italia?

ROMA. Si è tenuto venerdì a Roma un seminario per fare il punto sul nuovo regolamento europeo sulla chimica, il Reach, organizzato dal tavolo nazionale che sta lavorando da tempo per fare una lobby positiva ed ottenere l’approvazione di un Reach più efficace. Tavolo di cui fanno parte 17 tra associazioni ambientaliste, di consumatori, di medici e tutti e tre i sindacati confederali.

Secondo Guido Sacconi, eurodeputato e relatore del disegno di Reach, sono quattro le priorità da porre come dirimenti all’approvazione della commissione Ambiente di Bruxelles che domani, dieci ottobre, è chiamata a votare su questo.
Al primo posto il principio di sostituzione, considerato anche dalle associazioni e dai sindacati che aderiscono al tavolo la “priorità delle priorità”.

C’è poi l’allargamento del principio di adeguato controllo anche alle sostanze prodotte in piccole quantità; il miglioramento del principio del cosiddetto “duty of care”, che non ha una adeguata traduzione in italiano che corrisponda ad un principio di natura giuridica, ma che in sostanza significa l’obbligo di interesse da parte dei produttori. Infine il quarto punto riguarda il capitolo dei test, ovvero la necessità di far ricorso ogni volta che ciò risulti possibile a test non eseguiti su animali.

In pratica ciò che si ripropone in Commissione Ambiente è il pacchetto che era uscito dal Parlamento in prima lettura, su cui invece aveva operato pesanti cambiamenti, a dicembre, il consiglio di Competitività.
La novità è che questa volta l’arco di forze politiche che pare disposto a votarlo è molto più ampio rispetto ad allora, comprendendo anche le forze rosso-verdi e i conservatori inglesi.

«E´’evidente che se la maggioranza sarà significativa in questo passaggio - ha detto Sacconi - allora sarà più facile la strada della negoziazione successiva e questo potrebbe significare avere più garanzie di una maggioranza qualificata alla plenaria di metà novembre a Strasburgo».

Questo aprirebbe la strada per ottenere l’approvazione del Reach entro dicembre, cioè entro il semestre di presidenza finlandese e non dover far ricorso alla conciliazione. Il procedimento di conciliazione infatti oltre ad essere ritenuto di per sé rischioso per la tenuta del testo attuale, avrebbe in più lo svantaggio di essere espletato con la nuova presidenza europea, che spetterà a gennaio alla Germania, paese da sempre ostile a questo regolamento sulla chimica.

L’altra novità importante è emersa rispetto al cambio di atteggiamento dell’attuale Governo, che come ha dichiarato Paolo Patta, sottosegretario del ministero della Salute, «ha scelto di appoggiare la linea del parlamento europeo» e questo potrà orientare positivamente l’atteggiamento dei deputati di Strasburgo dell’area politica appartenente alla maggioranza.

Ma le novità interessanti portate dal sottosegretario Patta riguardano soprattutto il dopo-approvazione, ovvero l’implementazione del Reach a livello nazionale.
Da questo punto di vista ha annunciato infatti che, una volta approvato il nuovo regolamento, la competenza – attualmente del ministero dello Sviluppo economico - sarà assegnata al ministero della Salute che entro dicembre presenterà un piano nazionale di implementazione sul quale saranno chiamate ad esprimersi tutte le parti sociali, comprese le associazioni aderenti al tavolo nazionale. Inoltre per oggi è stata indetta una riunione con tutti gli altri ministeri coinvolti, ovvero Ambiente e Sviluppo economico, per siglare un documento congiunto e chiedere che in finanziaria venga aperto un capitolo di bilancio per dare seguito all’applicazione del Reach in Italia.

Intanto comunque partirà un censimento di laboratori che sul territorio nazionale sono in grado di effettuare i test richiesti.
«Troppo spesso - ha dichiarato Patta - l’industria italiana è costretta ad andare all’estero per cercare laboratori in grado di fare analisi e controlli e la stessa situazione si potrebbe verificare anche per il Reach».

Per non correre il rischio quindi di rimanere ancora una volta al palo, dato che se tutto procede come sperato l’operatività del Reach inizierà già da primavera 2007, anche se gli ultimi adempimenti, data la gradualità prevista, sarebbero in vigore dal 2018.

E sul Reach interviene anche il Wwf, che speiga: «Il principio di sostituzione è il cardine del Reach, è la "cartina di tornasole" per giudicarne l´efficacia. La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, che comincerà la votazione degli emendamenti al regolamento non potrà cedere su questo punto».

«E´ importante che la Commissione Ambiente non snaturi l´impianto del Reach, per salvaguardare la salute dei cittadini europei,- spiega Maria Grazia Midulla, responsabile delle Campagne internazionali del Wwf Italia - ma anche per cogliere le opportunità economiche che si creeranno da questa scelta: un sistema di autorizzazione forte, che includa una valutazione
siematica di possibili alternative, stimolerà l´innovazione dell´industria chimica».

Per il Wwf, inoltre, rimane un gosso elemento di timore per quel che riguarda l´Italia:
nella Legge Finanziaria non compare alcuna previsione di bilancio per dar vita all´autorità (o agenzia) italiana che dovrà agire da referente dell´Agenzia europea per la Reach.

«Si fa appello al Governo e a tutti gruppi politici presenti in Parlamento - conclude Midulla - per l´inserimento di un apposito ´capitolo Reach´, con l´indicazione delle risorse, anche in termini pluriennali».

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