[04/10/2006] Rifiuti

Macché tassa di soggiorno, tassiamo le bottiglie d´acqua in Pet!

PORTOFERRAIO (Livorno). Ieri parlavamo con il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, della possibilità di introdurre le due tasse (comunque facoltative ed a discrezione dei comuni) di soggiorno e di scopo, strettamente legate all’impatto dei flussi turistici e di accesso a città e luoghi di vacanza. Il sindaco si è dichiarato contrario ma ha lasciato intendere che per alcuni servizi come la raccolta dei rifiuti, che all’Elba vive ormai in una emergenza trentennale, potevano essere trovate altre soluzioni.

Un altro sindaco elbano, Luigi Logi di Marciana, ha recentemente presentato un progetto per l’eliminazione dei sacchetti e delle bottiglie di plastica, anche per rilanciare il consumo dell’acqua minerale Napoleone che si produce all’Elba e che è distribuita solo in bottiglie di vetro. Esiste anche una proposta di Legambiente per vietare l’uso dei sacchetti di plastica nelle isole minori che il consiglio provinciale ha fatto propria.

Chiediamo quindi a Peria se la tassa di soggiorno non potrebbe servire a finanziare la raccolta differenziata, che all’Elba vede alcuni comuni agli ultimi posti in Toscana per percentuale realizzata di r.d., e per impedire l’ingresso nelle isole di alcuni imballaggi.

«La questione può essere affrontata in maniera diversa che con una tassa che gravi sul turismo – dice Peria - Penso che bisogna fermare le bottiglie di plastica, non farle entrare all’Elba, è una cosa di cui vorrei discutere anche con il nuovo presidente del parco nazionale».

Quindi il prinmo cittadino pensa magari a un piccolo sovrapprezzo sulle bottiglie di plastica, finalizzato a scoraggiarne l’uso ed al loro recupero e riciclo.

«Si questo mi convince - conclude Peria - non si tratta di una tassa indiscriminata ma di qualcosa che è immediatamente comprensibile. Non credo alle tasse di soggiorno o di scopo per risolvere problemi ordinari, sono invece favorevole a piccoli prelievi che vadano ad incidere e penalizzare comportamenti dannosi per l’ambiente, per scoraggiare l’uso di alcuni materiali. E’ una discussione che si può cominciare a fare, soprattutto a Portoferraio dove è concentrata la grande distribuzione dell’Elba. Poi naturalmente bisogna essere d’accordo tutti per vincolare quei soldi per incrementare le raccolte differenziate, il riciclaggio e il recupero».

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